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Sciopero generale: in Umbria adesione intorno al 65% nel settore industriale

Pubblicato il 12 Dicembre 2014 17:39 - Modificato il 6 Settembre 2023 01:27

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Cambiare la legge sul lavoro, la legge di stabilità e le politiche industriali e difendere e rilanciare i settori pubblici rimettendo il lavoro al centro. Con questi obiettivi venerdi 12 dicembre tanti lavoratori e lavoratrici – insieme a giovani studenti e precari – sono scesi in piazza in Umbria in occasione delle sciopero generale di 8 ore proclamato da Cgil e Uil. A Perugia lo sciopero si è trasformato in un corteo davanti ai cancelli della Perugina, dove i manifestanti hanno dato vita ad un flashmob (realizzato anche in molte atre città italiane all’interno della campagna “Xtutti”) con tanti ombrelli bucati simbolo di un Jobs Act che “fa acqua da tutte le parti”. “La battaglia in difesa dei diritti e del lavoro e per una diversa politica economica è appena cominciata”. Così Mario Bravi, segretario generale della Cgil dell’Umbria ha aperto la manifestazione perugina. Tanti i lavoratori arrivati nel capoluogo anche da Foligno e dal resto della provincia, molte anche le rsu in rappresentanza delle principali realtà produttive della regione e dei luoghi del lavoro pubblico. Anche a Terni – “luogo simbolico, vicino all’acciarieria” – lo sciopero ha riscosso successo con una piazza affollata da tanti manifestanti. Così Fabrizio Solari, segretario confederale della Cgil, che accennando alla vicenda dell’Ast ha posto l’attenzione sulla necessità di investimenti e di politiche industriali per un “paese che vuole tornare a sperare nel futuro”. Futuro per i tanti giovani che anche a Terni sono scesi in piazza per chiedere un lavoro “ma non uno qualunque – ha specificato Solari – un lavoro giusto, retribuito e professionale”. Non solo lavoro per i giovani ma anche soluzioni ai probelmi concreti, come quelli dei pensionati e dei incapienti, lo sblocco dei contratti di lavoro a paritre dalla pubblica amministrazione e alternative al Jobs Act “che possano davvero cambiare il verso di una poltica di rigore che gli italiani – ha sottolineato a Perugia Paolo Carcassi segretario nazionale Uil – non possono più sostenere”. Bilancio positivo dunque per lo sciopero organizzato dalle due sigle sindacali che in base ai primi dati provenienti dai luoghi di lavoro ha avuto in Umbria una adesione significativa in tutti i settori produttivi con un picco introno al 65% nel settore industriale. Altro dato importante arriva dalla Uil-fpl di Foligno che ha comunicato che il 90% dei vigili urbani della città della Quintana ha aderito allo sciopero generale.  

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