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Castagneti di Manciano a rischio? Ci pensa il Torymus sinensis

Pubblicato il 15 Marzo 2015 10:59 - Modificato il 6 Settembre 2023 00:41

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Arriva direttamente dalla Cina il temibile imenottero cinipide che sta mettendo sotto scacco interi castagneti in tutto lo Stivale, Umbria compresa. Nel Cuore Verde d’Italia, il parassita ha manifestato la propria presenza e mostrato la propria azione distruttiva in diverse zone come quelle dello Spoletino, ma non solo. Il pericoloso insetto ha infatti raggiunto anche i castagneti di Manciano, nel Comune di Trevi. Ecco perché l’amministrazione comunale ha deciso di promuovere un incontro in cui fare il punto della situazione e garantire ai produttori locali tranquillità di fronte agli effetti devastanti prodotti dal cinipide. Sabato l’incontro tra il vicesindaco Stefania Moccoli, numerosi proprietari, i tecnici Eliana Consolani e Luca Crotti del servizio fitopatologico della Regione, Alvaro Paggi e Tiziana Ravagli funzionari della Comunità Montana. “Dobbiamo prendere atto – ha dichiarato Stefania Moccoli – del grave stato di deperimento in cui versano i castagneti di Manciano, ma questa amministrazione è fortemente interessata al recupero e alla valorizzazione della castanicoltura di questo territorio. Si tratta di una superficie di modesta entità – ha quindi proseguito – non più di quindici ettari, ma del tutto particolare. La castagna di Manciano è, infatti, un ecotipo locale dalle caratteristiche molto apprezzate per la dolcezza della polpa e per le notevoli dimensioni del frutto, che rendono le castagne adatte ad essere consumate come ‘caldarroste’ sicuramente alla stessa stregua dei più conosciuti ‘marroni’ della vicina Spoleto. Intorno a questa coltivazione fortemente localizzata ma con profondi legami con la storia locale – ha concluso il vicesindaco trevano – muovono iniziative interessanti da promuovere e sviluppare in quanto capaci di catalizzare un interessante flusso turistico”. I tecnici della Regione hanno assicurato che, così come già accaduto a Spoleto, anche a Manciano verrà avviata una lotta biologica al cinipide con il Torymus sinensis, unico insetto predatore del parassita. Dal canto loro i castanicoltori hanno evidenziato l’urgenza di intervenire anche con opportune potature di risanamento e di realizzare nuove piantagioni utilizzando per gli innesti il materiale locale. Provvedimenti che comportano notevoli investimenti che necessitano di finanziamenti pubblici che potrebbero essere reperiti nell’ambito del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) prossimo ad essere adottato dalla Regione. Per dare maggiore forza al comparto della castanicoltura è stata ipotizzata, anche, la costituzione di un’associazione ad hoc che punti a mettere in campo azioni mirate per promuovere e salvaguardare il settore.

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