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Ex Merloni: prorogato l’accordo di programma

Pubblicato il 13 Marzo 2015 17:39 - Modificato il 6 Settembre 2023 00:42

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“La proroga dell’accordo di programma per due anni è una buona notizia per i lavoratori ex Merloni, per la fascia appenninica e per tutta l’Umbria. Una novità che stavamo aspettando e che ci fa guardare con maggiore fiducia al futuro”. Ad annunciarlo è il consigliere regionale del Partito democratico, Andrea Smacchi. La firma riguarda la proroga di un accordo che metterà sul piatto 35 milioni di euro per il rilancio dell’area colpita dalla crisi. “La proroga – spiega Smacchi – insieme alla rimodulazione dell’accordo di programma che dovrebbe essere presa in esame dalla Conferenza Stato Regioni, permetterà di attuare piani di investimento e progetti per il territorio. Si va concretizzando quindi lo scenario delineato dal viceministro De Vincenti nell’incontro di gennaio”. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente delle Marche, Gian Mario Spacca: “Il Mise – ha affermato Spacca – sottoscriverà con le Regioni Marche e Umbria, il 18 marzo, l’atto integrativo relativo alla proroga di due anni dell’accordo, così come avevamo richiesto”. I SINDACATI – La proroga dell’accordo di programma arriva all’indomani della lettera dei rappresentanti sindacali delle Marche, che nella giornata di ieri hanno scritto al vice ministro dello Sviluppo economico De Vincenti. “A distanza di 40 giorni non abbiamo più avuto alcuna notizia sull’attuazione del percorso concordato, mentre la situazione socio-economica dell’area interessata dalla crisi dell’ex A. Merloni – hanno scritto i sindacati – si sta ulteriormente degradando, e rischia di alimentare il senso di abbandono e l’esasperazione di molte persone e famiglie”. Cgil, Cisl e Uil avevano ricordato come, lo scorso 29 gennaio l’incontro al Mise “era sembrato molto proficuo, lei aveva assicurato tempi brevissimi per la firma della proroga dell’Accordo di programma tra Governo e Regioni Marche e Umbria, e, a seguire, il varo di una modifica della legge 181 per favorire gli investimenti, unitamente ad una decisa iniziativa per sbloccare la vertenza J e P. Ora però – avevano concluso – tutto sembra essersi arenato”.

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