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Spoleto, gli scavi di piazza d’Armi sul settimanale Panorama

Pubblicato il 15 Maggio 2015 09:09 - Modificato il 6 Settembre 2023 00:09

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Si chiama “Il tesoro nascosco di Spoleto” ed è l’articolo pubblicato nell’ultimo numero del settimanale Panorama a firma della giornalista Maurizia Tazartes. Al centro dell’attenzione, la storia degli scavi effettuati nell’area di piazza d’Armi della città ducale, scavi realizzati dal gruppo di archeologi dell’associazione Astra, guidati dal tedesco Joachim Weidig, con la collaborazione della direttrice del museo archeologico Maria Laura Manca. L’articolo ripercorre le vicende che hanno portato alla scoperta di una necropoli del VIII-VI secolo a.C. (i primi ritrovamenti risalgono al 1982) e al lavoro ripreso nel 2008-2009 e, poi, nel 2011 sotto la direzione di Liliana Costamagna. WEIDIG – “Quello che viene fuori dalla terra umbra – spiega l’archeologo Weidig – non è solo un’arte originale, ma è una civiltà sconosciuta, di cui però è riemerso solo il 10 per cento di quello che c’è sotto”. Il motivo è la mancanza di fondi. Superato questo scoglio, infatti, secondo il tedesco lo scavo non solo potrebbe continuare per “individuare altre tombe” ma anche per permettere di realizzare “un piccolo sito archeologico per i visitatori, come a Cerveteri o Fossa”. I ritrovamenti hanno fatto emergere infatti un “quadro del tutto nuovo della società umbra – prosegue Weidig – che tra la fine dell’VIII secolo e la metà del VI a.C. era un anello di congiunzione tra il mondo etrusco, laziale e sabino”. IL SINDACO – Proprio per questo l’amministrazione comunale è intenzionata a reperire le risorse necessarie per garantire la prosecuzione degli scavi, anche coinvolgendo soggetti privati interessati a finanziare i restauri delle tombe. “Non vogliamo lasciare nulla di intentato – dichiara al riguardo il sindaco Fabrizio Cardarelli – il valore di questi ritrovamenti è straordinario e molto altro ancora può essere portato alla luce. Riteniamo sia un’operazione fondamentale anche per la promozione turistica del nostro territorio – conclude – che si lega al lavoro che sta portando avanti il museo archeologico di Spoleto, dove è possibile visitare i reperti già restaurati”.

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