Si aggrava la posizione del 18enne di Foligno per il quale erano scattati gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico per i reati di stalking, lesioni e maltrattamento di animali, dopo che per mesi aveva perpetrato minacce e violenze nei confronti dell’ex fidanzatina di soli 15 anni. Al giovane, infatti, la Procura di Spoleto contesta anche la violenza sessuale.
Dopo l’udienza per l’incidente probatorio che si era tenuta al Tribunale di Spoleto lo scorso 4 marzo, la Procura ha chiesto il rito immediato. A seguito della notifica della richiesta, la difesa del 18enne – rappresentata dagli avvocati Guido Bacino e Samuele Ferocino – ha depositato, invece, istanza di ammissione al rito abbreviato condizionato all’assunzione di prove testimoniali.
Ed è proprio su questo che si pronuncerà il gup nell’udienza fissata per il 16 giugno prossimo, definendo di fatto la strada da percorrere per mettere fine ad una storia di maltrattamenti e violenze che si sono protratti per mesi, fino a quando la vittima – assistita dall’avvocato Annalisa Campagnacci – non si è rivolta ai carabinieri della Compagnia di Foligno per denunciare l’inferno in cui era piombata. “La ragazza è molto provata dalla situazione – commenta l’avvocato Campagnacci – e spera sinceramente che questa storia possa concludersi il prima possibile. La mia assistita – ha infatti sottolineato – vive nel terrore di doverlo incontrare o che lui possa tornare a farle nuovamente del male”.
Secondo quanto era già emerso negli scorsi mesi, la minore aveva subito minacce, anche di morte, molestie e violenze fisiche. Diversi, infatti, gli episodi in cui era stata colpita con calci e pugni. Così come le veniva vietato di parlare con altri ragazzi, di trascorrere qualche ora in compagnia delle amiche e persino di fare ritorno a casa dalla propria famiglia. Tutte condotte che, come detto, oggi gli vengono contestate dalla Procura, che a suo carico rileva una sfilza di reati che vanno dallo stalking alle lesioni e fino ad arrivare alla violenza sessuale.
Il Tribunale del Riesame aveva già respinto l’appello al provvedimento di diniego di sostituzione della misura cautelare con un’altra meno afflittiva, che era stata avanzata dal precedente legale del giovane (l’avvocato Giovanni Maccabei, ndr) ritenendo le sue condotte gravi e rinvenendo il pericolo che potesse perpetrarle se rimesso in libertà. Tutto questo anche alla luce delle dichiarazioni puntuali e circostanziate rese dalla vittima in Tribunale, quando è stata ascoltata lo scorso mese di marzo.
Ora, dunque, l’appuntamento è tra un mese quando le parti si ritroveranno nuovamente in aula.



















