15.6 C
Foligno
venerdì, Maggio 15, 2026
HomeCronacaOmicidio Lucentini, la procura: "Armeni non lo ha soccorso"

Omicidio Lucentini, la procura: “Armeni non lo ha soccorso”

Pubblicato il 6 Agosto 2015 08:27 - Modificato il 5 Settembre 2023 23:24

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Montefalco, il disavanzo scende sotto il milione: liberati 467mila euro per servizi e manutenzioni

Dai 4,2 milioni di euro del 2019 si è passati a 989mila euro: approvato il rendiconto di gestione 2025. L'assessore Vannicelli: "Obiettivo ora è chiudere integralmente il disavanzo"

Nasce “PhRunPark”, il nuovo appuntamento settimanale dell’Atletica Winner

L’iniziativa si pone come obiettivo quello di coinvolgere più persone possibili, lungo un percorso di 5 chilometri, in un momento dedicato all’attività fisica all’aria aperta. Il prossimo appuntamento è in programma per domani (16 maggio) alle 8.30

A Foligno Mozart incontra Kurtàg nel concerto “Affinità elettive”

L’evento, promosso dagli Amici della Musica, è in programma per la prossima domenica (17 maggio) all’auditorium San Domenico. Ad animare il pubblico saranno il violino di Marco Rizzi e il pianoforte di Simone Soldati

Un vero guerriero che “resetta” tutto, anche la morte del collega. E’ come si sentiva Emanuele Armeni ad un mese dall’uccisione di Emanuele Lucentini all’interno della caserma di Foligno. I nuovi particolari emergono dalle cimici che riprendono la conversazione del carabiniere accusato di aver ucciso volontariamente il suo collega. A riportarli nell’edizione di oggi è il quotidiano La Nazione, che descrive lo stato d’animo di Armeni il giorno della messa in memoria del collega scomparso da un mese. “Che messa? – chiede Emanuele Armeni all’interlocutore – io resetto subito, da vero guerriero”. Intercettazioni utilizzate dal procuratore Alessandro Cannevale e dal pm Michela Petrini per convincere anche il tribunale del Riesame a non scarcerare il militare. Ed i giudici della Libertà hanno infatti respinto l’istanza di scarcerazione presentata dalla difesa. In attesa delle motivazioni, per le quali ci vorranno 45 giorni, ci sarebbero anche altri elementi che rendono tortuosa la strada di Emanuele Armeni. Secondo la procura di Spoleto infatti, oltre all’impossibilità di esplodere un colpo non volontario dall’M12, sorprende il comportamento del carabiniere dopo l’esplosione. “Nessuno lo sente urlare o gridare aiuto dal piazzale della caserma. Non si avvicina al corpo di Lucentini per soccorrerlo – scrive l’accusa –. Tutto quello che fa è poggiare la pistola a terra e avviarsi camminando verso l’interno della caserma”. In merito al movente, si seguono due piste. Quella delle vicende personali e l’altra legata “a precedenti condotte di rilievo penale delle quali la vittima fosse venuta a conoscenza”.  

Articoli correlati