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Foligno, bufera su maggioranza e presidente del consiglio comunale: “Arrogante incapacità”

Pubblicato il 1 Ottobre 2015 14:49 - Modificato il 5 Settembre 2023 22:55

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E’ letteralmente furibonda la minoranza folignate in consiglio comunale. A scatenare l’ira delle forze di opposizione il comportamento di “arrogante incapacità”, come è stato definito dalla capogruppo di Impegno Civile Stefania Filipponi, della maggioranza. Nello specifico, Impegno Civile, Sel e M5s lamentano l’ennesima bocciatura di una mozione presentata dalla minoranza, con il centrosinistra che poi, come sottolineato dalla Filipponi “la copia e se ne attribuisce la paternità”. A ciò, le opposizioni aggiungono anche il comportamento del presidente del consiglio comunale Alessandro Borscia, definito “asservito agli ordini di partito, gettando alle ortiche regolamenti e principi di correttezza democratica e rifiutando, senza alcuna motivazione, la richiesta di immediata convocazione della conferenza dei capigruppo”. Per Stefania Filipponi quella di mercoledì è “una brutta pagina per Foligno”. Elisabetta Piccolotti affida a Facebook il suo commento. “Faccio politica da molto tempo e mai, ma proprio mai – scrive l’esponente vendoliana – ho visto gestire in maniera così maldestra e scorretta il dibattito democratico della città”. E’ così che dopo il polverone, la minoranza è rimasta in aula, senza però partecipare alla discussione e al voto delle pratiche all’ordine del giorno. Questa volta, la mozione “incriminata” era a firma del Movimento 5 stelle inerente al “Baratto amministrativo”, ovvero la possibilità da parte dei cittadini di lavorare per un ente pubblico in cambio di sconti o esenzioni tributarie. “La maggioranza – spiega il capogruppo pentastellato Fausto Savini – non ha trovato di meglio che sovrapporre un ordine del giorno urgente sullo stesso argomento a coprire una mozione già in calendario – prosegue – e questo ha provocato immediatamente la nostra reazione e di tutti i consiglieri di opposizione”. Per il grillino, “l’esistenza di un sacrificio economico ha scatenato nella maggioranza una reazione negativa facendo emergere ancora una volta che lo scopo principale di chi ci amministra è il ritorno economico”.

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