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Frecciabianca a Spoleto. Si, ma chi paga?

Pubblicato il 8 Ottobre 2015 09:38 - Modificato il 5 Settembre 2023 22:51

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Il Frecciabianca fermerà a Spoleto. O forse no. E’ questo il dilemma all’indomani della mozione di Claudio Ricci. Il consiglio regionale dell’Umbria ha infatti votato all’unanimità la richiesta dell’esponente di minoranza di ripristinare nella città Ducale la fermata del Frecciabianca per Roma. In Regione sembrano essere tutti d’accordo. E’ giusto condividere la battaglia del Comitato dei viaggiatori spoletini e del Comune, che da mesi cercano di dialogare con Trenitalia e palazzo Cesaroni. Ultimo passo è quello della terza commissione consiliare di Spoleto, che ha presentato all’unanimità una mozione che verrà discussa nella massima assise cittadina di lunedì 12 ottobre. Nel documento, i commissari impegnano sindaco e Giunta ad attivarsi in maniera urgente nei confronti della Regione Umbria perché la situazione trovi immediata soluzione. Chiedono inoltre di verificare l’effettivo costo che Trenitalia richiede per l’istituzione di due fermate a Spoleto per il treno Roma-Ravenna. Ma al di là della volontà politica bipartisan, c’è un problema non di poco conto, ed è quello di carattere economico. Nel commentare l’approvazione unanime in consiglio regionale, Giacomo Leonelli ha ricordato che grazie ad un emendamento del Pd, il Frecciabianca a Spoleto non dovrà prevedere oneri aggiuntivi al bilancio dell’Ente. Quindi? Chi si accollerà la spesa? Probabilmente non Trenitalia, che in passato aveva già fatto capire di essere favorevole alla fermata nella città del Festival ma con il contributo di altri. Potrebbe essere dunque questo il vero problema a fermare, anzi, non far fermare il Frecciabianca nella città del Festival. Ne è convinto Giampaolo Emili, consigliere comunale spoletino della lista “Due Mondi”, che affida a Facebook il suo commento: “Strano che nessuno abbia dato risalto all’emendamento del Pd con il quale si approva che eventuali costi non dovranno essere a carico della Regione. Dunque il pensiero di Trenitalia lo conosciamo già – scrive Emili – Ancora una volta il treno passa ma non si ferma”.

 

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