32.3 C
Foligno
venerdì, Giugno 26, 2026
HomeCronacaBps, gli ex commissari si difendono: "L'offerta da Hong Kong era una...

Bps, gli ex commissari si difendono: “L’offerta da Hong Kong era una patacca”

Pubblicato il 21 Ottobre 2015 11:02 - Modificato il 5 Settembre 2023 22:43

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

La rinascita di Serena: dalla leucemia alla maturità

Dopo aver sconfitto la malattia la giovane folignate ha deciso di rimettersi in gioco terminando il percorso di studi abbandonato al terzo anno di superiori. “Non ho mai pensato di mollare”

Le Gaite si preparano al gran finale: più di 20mila visitatori nel weekend

Concluse con successo la Gara Gastronomica e la Gara dei Mestieri: ora spazio alla Gara del Mercato e al Tiro con l'Arco per decretare i vincitori della 37ª edizione

Foligno aderisce alla rottamazione quinquies. Meloni: “Patto di fiducia con i cittadini”

Il consiglio comunale nella seduta del 23 giugno scorso ha approvato la misura che permette a chi ha accumulato debiti con l'Agenzia delle entrate tra il 2000 e il 2023 di saldare soltanto l'importo originario.

Gli ex commissari straordinari della Bps non ci stanno e replicano alle accuse nei loro confronti. La vicenda è quella che riguarda il passaggio dell’istituto di credito spoletino nelle mani di Banco Desio, e per il quale la Procura di Spoleto ha iscritto nel registro degli indagati anche il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco. Tra le accuse rivolte anche nei confronti degli ex commissari Boccolini, Brancadoro e Stabile anche la presunta mancata valutazione dell’offerta presentata al tempo da una holding di Honk Kong, la Nit. Scelta che i tre commissari difendono anche oggi. “La documentazione offerta da tale società – scrivono in una nota i tre – che avrebbe dovuto attestare la solidità economica, è risultata del tutto inattendibile, tant’è che i sottoscritti commissari straordinari hanno depositato ben tre esposti alla Procura della Repubblica di Spoleto proprio in relazione alla non veridicità dei documenti depositati. L’esclusione dal procedimento di selezione degli offerenti di Nit Holding – proseguono – è stata comunicata dagli scriventi all’interessata con adeguata motivazione e si precisa inoltre che, quanto meno nel mercato europeo, l’acquirente di una Banca deve avere particolari requisiti di serietà e solidità finanziaria”. Insomma, quella arrivata dall’Asia era un’offerta che non convinceva affatto i commissari, che la definiscono “una patacca”. Nel comunicato in loro difesa, Brancadoro, Boccolini e Stabile ricordano le “rilevanti perdite” della Bps che hanno determinato un aumento di capitale non inferiore ai 130 milioni di euro insieme al commissariamento della stessa, nonché la ricerca di un nuovo socio che potesse sviluppare un efficiente piano industriale. Per farlo, c’è stato bisogno di avvalersi di Lazard come advisor finanziario “di standard internazionale”.

Articoli correlati