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Fusione Giano-Gualdo, via libera dei consigli comunali. Ente unico in tre anni

Pubblicato il 23 Ottobre 2015 11:26 - Modificato il 5 Settembre 2023 22:42

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La fusione tra Giano dell’Umbria e Gualdo Cattaneo ora è un po’ più vicina. I consigli comunali delle due cittadine nella giornata di giovedì hanno infatti dato il via libera all’iter che porterà all’unione amministrativa e burocratica. Decisione votata a maggioranza e non all’unanimità, visto che nei rispettivi consigli comunali c’è chi ha detto “no”. Dall’opposizione infatti, qualcuno chiedeva di estendere già dall’inizio l’unione anche ad altri Comuni come quello di Collazzone. Il progetto iniziale comunque, è stato integrato da una mozione del Partito democratico che, in buona sostanza, lascia aperta la fusione anche ad altri Comuni limitrofi. Dopo il “disco verde” dei consigli comunali, ora il prossimo passo sarà quello di una riunione comune da parte delle due giunte, per iniziare a lavorare al progetto vero e proprio già da giovedì prossimo. L’obiettivo di sindaci ed assessori è quello di arrivare ad una sintesi entro tre anni, ovvero a ridosso delle prossime elezioni amministrative. Prima del voto politico, si svolgerà un referendum al quale i cittadini di Giano e Gualdo saranno chiamati a scegliere se accettare o meno la fusione. L’iter di avvicinamento sarà condiviso con tutte le realtà del territorio: dalle associazioni di categoria ai sindacati. “Abbiamo coinvolto tutti, perché in una riorganizzazione di un territorio tutti devono essere protagonisti – afferma Marcello Bioli, primo cittadino di Giano dell’Umbria intervistato da Radio Gente Umbra – tutti devono farci capire quali sono le esigenze. Prima di diventare un unico Comune, dobbiamo diventare un unico territorio”. Soddisfatto del passaggio in consiglio comunale anche il sindaco di Gualdo Cattaneo Andrea Pensi, che lascia a Facebook il suo commento: “La fusione non pregiudica l’identità dei Comuni costituenti ma anzi ne esalta il ruolo – scrive Pensi – rendendoli più forti nel quadro della competitività istituzionale”.

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