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Spoleto, a rischio 15 lavoratori della Coobec

Pubblicato il 20 Dicembre 2015 14:50 - Modificato il 5 Settembre 2023 22:07

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Il tempo sta per scadere. E se non arriveranno segnali positivi dagli organi preposti regionali, la Coobec di Spoleto, cooperativa per il restauro dei Beni culturali, metterà fuori organico 15 dipendenti. A renderlo pubblico sono stati, sabato scorso, due dei responsabili dalla Cgil-Fillea, Gianluca Menichini, referente di Spoleto-Foligno-Bastia-Valnerina e Cristian Benedetti, punto di riferimento per il territorio spoletino, nonché due rappresentanti della Rsa della cooperativa, Annalisa Bartoli e Debora Napolitano. Già, perché la cassa integrazione straordinaria sta per terminare per gli oggi 40 dipendenti, che dopo anni di lavoro intenso in ogni parte d’Italia, per effetto dei fondi del terremoto che hanno reso florida l’attività lavorativa fino al 2007, ora di ritrovano a fare i conti con un mercato che ha spalancato le porte anche a chi di quelle competenze specifiche, in realtà non ne ha. Sì, perché il “mercato” degli appalti ormai è diventato terra di conquista del miglior offerente in un settore, quello dell’edilizia (di cui fa parte anche la cooperativa spoletina dei Beni Culturali dato che, la stessa, non ha, in realtà, una propria a cui fare riferimento), che anche in Umbria sta vivendo una crisi senza precedenti. “C’è una politica regionale da rivedere a mio avviso – ha esordito Annalisa Bartoli – la politica fatta in questi anni sul settore dell’edilizia anziché puntare sulla qualità e la professionalità va verso il massimo risparmio. Certo è che se da qui a marzo non si creano le condizioni per mettere in campo tutti gli ammortizzatori sociali e la Regione non prende almeno un impegno, quei 15 dipendenti verranno licenziati – ha concluso – magari una manutenzione ordinaria programmata riuscirebbe a mantenere l’operatività dell’azienda”. Posti di lavoro e professionalità assolutamente da salvaguardare, insomma. E quindi “se ci dovesse essere una presa di posizione da parte della Regione, vorremo che facesse la stessa cosa anche l’azienda per tutelare i dipendenti – ha aggiunto Debora Napolitano – la cui età media è di 40 anni”. Una azienda che ha moltiplicato, nel giro di poco tempo, il numero dei potenziali licenziamenti. “Dai 7 o 8 dipendenti annunciati, siamo arrivati a 15 – sono state le parole di Gianluca Manichini di Cgil Fillea – su questa vicenda abbiamo informato anche il sindaco Cardarelli, e lui si è detto disponibile a valutare il da farsi, così come la proprietà. Ma vorremmo che se ne interessassero anche gli organi regionali”. 

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