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Enrico Angelini: è lui il folignate dell’anno

Pubblicato il 2 Gennaio 2016 10:34 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:58

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Da quest’anno la redazione di Radio Gente Umbra e di Rgunotizie.it ha deciso di scegliere il “folignate dell’anno”, ovvero quel personaggio che grazie ad una sua azione o ad un suo gesto, si è reso protagonista di un avvenimento che merita particolare risalto. Nell’istituzione di questo simbolico premio e nel confrontarci in redazione su chi meritasse particolare menzione, tutti siamo stati d’accordo nel voler riconoscere in Enrico Angelini la persona più azzeccata. Il gesto del novantenne partigiano ha fatto il giro dell’Umbria prima e dell’Italia poi. Del suo caso si sono occupati giornali e televisioni a livello nazionale. Ma cosa ha fatto di tanto speciale Enrico Angelini? Ha dimostrato che nonostante passino gli anni, la memoria ed il sangue di chi ha lottato per determinati valori non devono essere scalfiti. La svastica disegnata con lo spray a cascina Raticosa, simbolo della resistenza partigiana tra le montagne di Foligno e Trevi, andava tolta. Il partigiano Angelini non si è preoccupato di riflettere se si trattasse di una bravata o di un’azione intimidatoria da parte di chi voleva sfregiare il luogo chiave delle lotte antifasciste nel territorio. Raschietto e sverniciatore in mano, Enrico Angelini si è recato a Raticosa per cancellare immediatamente il disegno apparso sul muro. Perché tra il 1944 ed il 1945 lui era lì. Aveva 19 anni e combattè i nazisti insieme ai compagni della V Brigata Garibaldi. In quelle montagne, nella notte tra il 2 ed il 3 febbraio del ’44, 24 giovani partigiani come lui vennero catturati ed uccisi nei campi di concentramento. E’ per questo che, tornato a Raticosa e vedendola deturbata, Enrico Angelini ha pianto per poi mettersi a lavoro. “Chiunque sia stato – aveva dichiarato – ha tentato di cancellare la storia recente della nostra città. Io, invece, ho voluto semplicemente cancellare un’offesa insensata, per riaffermare il valore della memoria storica”. Quel suo gesto gli è finito nelle pagine di importanti quotidiani come il Corriere della Sera o La Stampa, dove il vicedirettore Gramellini gli ha anche dedicato un editoriale dal titolo “Se questo è un uomo”. Il novantenne folignate è stato inoltre invitato alla Camera dei Deputati alla cerimonia per il 70esimo anniversario dalla Liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella lo ha voluto incontrare personalmente. Ecco, in un periodo storico dove i valori sono diventati usa e getta e dove non c’è più rispetto per niente, è stato facile assegnare il premio di “folignate dell’anno” ad uno come lui, che ha messo in gioco la sua pelle per poter garantire a tutti noi una nazione ed un mondo diversi.

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