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Cascina Radicosa, nonostante le promesse la targa ancora non c’è

Pubblicato il 15 Gennaio 2016 09:57 - Modificato il 5 Settembre 2023 21:49

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A Cascina Radicosa la nuova targa ancora non c’è. Quasi un anno fa, nel luogo simbolo della Resistenza tra le montagne di Foligno e Trevi, ignoti disegnarono una svastica con una bomboletta spray ed asportarono l’insegna che ricordava l’impresa dei giovani che scacciarono il nemico nazifascista. L’atto vandalico venne condannato in primo luogo dal novantenne partigiano Enrico Angelini che lì combatté e che, con raschietto ed acquaragia, rimosse i segni. L’installazione di una nuova targa era stata promessa dal sindaco di Trevi, Bernardino Sperandio. L’occasione fu quella dei festeggiamenti per la Liberazione. Ma da allora, della targa commemorativa, nemmeno l’ombra. A sottolineare il ritardo dell’impegno preso dall’amministrazione trevana è stato il giornalista folignate Roberto Testa, nel corso della trasmissione di fine anno di Radio Gente Umbra, andata in onda lo scorso 31 dicembre. “Abbiamo fatto le domande necessarie perché la proprietà è privata – risponde il primo cittadino di Trevi ai microfoni di Rgu – sperando di posizionare la nuova targa in primavera, intorno a marzo o aprile. Abbiamo fatto tardi ma ci riusciremo”. Il partigiano Enrico Angelini, eletto dalla nostra redazione “Folignate dell’anno 2015” e divenuto protagonista delle pagine regionali e nazionali per questo suo gesto, aveva 19 anni quando combatté tra il 1944 e il 1945, proprio in quei luoghi, contro i nazisti insieme ai compagni della V Brigata Garibaldi. Molti dei suoi compagni, invece, nella notte tra il 2 e il 3 febbraio del ’44, vennero catturati ed uccisi nei campi di concentramento. Un luogo dunque, quello di Cascina Radicosa, caro a chi ha vissuto un periodo storico difficile e denso di significato, come quello della Seconda guerra mondiale. Ed è proprio per questo che, come sottolineato dallo stesso Angelini l’anno scorso, in occasione del 70° anniversario della Liberazione d’Italia, “è necessario riaffermare il valore della memoria storica”. Anche, e soprattutto, con la tanto attesa targa.

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