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Foligno, Pasqua di solidarietà con la Caritas

Pubblicato il 27 Marzo 2016 08:24 - Modificato il 5 Settembre 2023 20:59

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La macchina operativa che la Caritas diocesana di Foligno aziona ogni giorno, per accogliere ed aiutare i più bisognosi, non si spegne durante i giorni di festa. Anche la Pasqua 2016 sarà all’insegna della solidarietà nei locali del chiostro di San Giacomo. Sabato si è proceduto con l’accoglienza, alle 17, di circa 30 famiglie che vivono in condizioni di difficoltà a cui sono stati consegnati, dopo la benedizione, i cesti pasquali. Un piccolo gesto che consente a chi non può permetterselo di assaporare il piacere della festa e al contempo ripaga, chi investe tempo ed energia per aiutare gli altri, vivendo realmente quelli che sono i valori della Pasqua. “Nelle ultime settimane abbiamo esteso l’attività della mensa anche a cena, dopo aver sperimentato per un periodo il servizio da asporto – afferma il direttore della Caritas Mauro Masciotti – un’attenzione in più che abbiamo potuto realizzare grazie all’importante adesione di volontari”. Se la brutta notizia infatti è che crescono sempre di più i numeri di chi ha bisogno di aiuto, la bella è che fortunatamente sono in tanti a mettersi a disposizione della comunità di bisognosi, anche nei giorni di festa. Così quello che viene identificato come un bel momento da trascorrere in famiglia si trasforma in un’occasione da condividere con tante famiglie. Il pranzo di Pasqua, come quello di Pasquetta, vedrà seduti allo stesso tavolo circa una sessantina di persone che potranno così passare in compagnia e armonia questo giorno di festa. Per la cena, sia la sera di Pasqua che il giorno dopo, la Caritas ha invece attivato il servizio di asporto. “Vogliamo che tutti possano vivere questo momento importante in maniera piacevole – continua Masciotti – c’è chi ha accolto il nostro appello “adottando” per un periodo un profugo in difficoltà”. Il direttore della Caritas fa riferimento alla storia di Sadri, profugo kosovaro, accolto da una famiglia folignate nella loro casa di Montefalco dove passerà la Pasqua. Un’azione, che rientra nel progetto “Rifugiato a casa mia”, che irrompe prepotente nel panorama odierno e che fa di questa famiglia un nobile esempio di solidarietà.

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