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Spello, la porta di Borgo San Sisto è pronta per tornare agli antichi fasti

Pubblicato il 5 Luglio 2016 12:52 - Modificato il 5 Settembre 2023 19:55

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Quindici anni fa la petizione con cui alcuni cittadini di Spello ne avevano chiesto il recupero, poi lo scorso marzo l’avvio dei lavori. Stiamo parlando della porta di Borgo San Sisto, che presto tornerà agli antichi splendori. Risalente all’epoca romana, la porta – che prende il nome dall’omonima chiesa medievale di San Sisto – fa parte dell’impianto originale della cinta augustea della Splendidissima Colonia Julia. E con la futura riapertura, consentirà un ulteriore ingresso storico alla città “con specifici percorsi – spiegano dal Comune – dai parcheggi di via della Liberazione e di Sant’Anna”. Per il recupero dell’opera sono stati stanziati 250mila euro, con un investimento all’80 per cento finanziato della Regione Umbria attraverso i fondi del Por Fesr 2007-2013, e per la parte restante dal Comune di Spello. Il recupero e restauro della porta avverrà attraverso materiali compatibili con i manufatti storici, il tutto in stretta sinergia con le Soprintendenze dell’Umbria. “Per la sua valenza storico-architettonica – commenta il sindaco Moreno Landrini – la porta di Borgo San Sisto rappresenta un ulteriore elemento di valorizzazione di Spello. L’intervento complessivo – prosegue – integrerà gli accessi alla città, permettendo l’ingresso diretto a percorsi pedonali unici e particolarmente suggestivi come i vicoli fioriti di Borgo San Sisto e quelli limitrofi alle mura urbiche, avvicinando alcuni luoghi, monumenti e opere d’arte dalla straordinaria bellezza: penso ai mosaici della Villa Romana in località Sant’Anna, a Porta San Sisto, Porta Consolare e via Consolare per raggiungere in pochi passi la Cappella del Pintoricchio nella Chiesa di Santa Maria Maggiore. Questa opera – conclude il primo cittadino – è la testimonianza di come tra gli obiettivi prioritari di questa amministrazione ci siano la conservazione e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale della città con una visione attuale, ma soprattutto futura”.

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