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Sicurezza, a Spoleto patto di ferro per la legalità

Pubblicato il 17 Luglio 2016 08:51 - Modificato il 5 Settembre 2023 19:47

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C’erano il prefetto e il questore di Perugia, Raffaele Cannizzaro e Carmelo Gugliotta. Il sindaco di Spoleto, ovviamente, e anche il sottosegretario all’Interno, Gianpiero Bocci. E poi tutte le massime cariche delle forze di polizia locale e provinciale. Tante presenze illustri per quella che è stata una mattinata che ha sancito un rapporto di collaborazione tra le parti utile a dare maggiore sicurezza ai cittadini di Spoleto. Al fine di rafforzare il sistema di cautele volto a prevenire possibili infiltrazioni criminali nel settore dei lavori pubblici e delle forniture di beni e servizi, infatti, la prefettura di Perugia ed il Comune di Spoleto si sono impegnati, mettendo nero su bianco, a estendere i controlli e le verifiche antimafia. Ed è proprio questo, in estrema sintesi l’obiettivo principale contenuto nel “Protocollo d’Intesa per la legalità e la prevenzione dei tentativi di infiltrazione criminale” che è stato firmato nella sala conferenze di palazzo Mauri venerdì 15 luglio. Il documento stabilisce le azioni a tutela della legalità nel settore dei pubblici appalti, nel campo dell’edilizia e dell’urbanistica e nelle attività economico-commerciali, insieme ai controlli finalizzati al contrasto dell’immigrazione irregolare e delle illegalità nel settore abitativo. E a testimoniare l’importanza che ricopre tale documento finalizzato alla prevenzione di eventuali infiltrazioni mafiose, sono state le personalità che lavorano ogni giorno in tal senso presenti alla firma del protocollo. Oltre al prefetto Cannizzaro e al questore Gugliotta, infatti, nel parterre della sala conferenze si sono seduti anche il comandante provinciale dell’Arma dei carabinieri, Cosimo Fiore, il comandante provinciale dei vigili del fuoco, Marco Frezza, il vice questore aggiunto, Claudio Giugliano, il dirigente reggente dell’Istituto per sovrintendi “R. Lanari”, Toscanelli, il responsabile dei vigili del fuoco, Luigi Castellini, il comandante della compagnia della guardia di finanza di Spoleto, Lisa Nicolosi, il capitano della compagnia dei carabinieri di Spoleto, Marco Belilli, il vice questore aggiunto del comando provinciale del Corpo forestale, Marco Fratoni, il comandante di reparto della Casa di reclusione di Maiano, Marco Piersigilli, il sovrintendente del Corpo forestale, Alessandro Valorosi, l’assistente capo del Corpo forestale Alessandro Enei, e il neo comandante della polizia municipale di Spoleto, Massimo Coccetta. “Nessuno si deve sentire immune da questo fenomeno. L’Umbria, poi, è una terra molto attrattiva”, sono state le parole del prefetto di Perugia, Raffaele Cannizaro. Affermazione che la dice lunga su quello che vuole rappresentare il protocollo d’intesa che impegna la prefettura di Perugia e il Comune di Spoleto a “vigilare” su appalti, commercio, gestione dei rifiuti, edilizia, urbanistica, e altro ancora, per la prevenzione a possibili infiltrazioni criminali. Una iniziativa che non nasce certo a caso. “Bisogna crederci fortemente – ha aggiunto il prefetto Cannizaro – per noi è un sacrificio enorme, ma siamo sicuri che ci darà dei risultati”. “Non ci sono territori deve si può dire che la mafia è assente – sono state le parole di Carmelo Gugliotta, questore di Perugia – la mafia va dovunque può fare affari”. E per di più, come ha aggiunto il comandante provinciale del carabinieri, Cosimo Fiore “il fine ultimo è anche quello di dire ai cittadini che lo Stato c’è”. “Saremo attenti e vigili affinché questo protocollo finalizzato alla prevenzione di infiltrazioni mafiose, venga rispettato”, ha detto il sindaco Cardarelli. “Il miglior atto di generosità che un sindaco possa fare – ha definito questo accordo, il sottosegretario Bocci – la firma di questo protocollo sancisce un doppio accordo: migliorare la sicurezza sul territorio ma anche salvaguardare lo stesso da infiltrazioni. E sono cose che camminano di pari passo”. E per tutto questo, Comune e Prefettura, hanno deciso dunque di rimodulare l’attività di prevenzione e contrasto della criminalità organizzata, già esistente in realtà, orientata ad evitarne la diffusione ed il silente radicamento sul territorio.

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