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Ponte delle Torri, il monitoraggio dei droni sulla scrivania di Vasco Errani

Pubblicato il 15 Ottobre 2016 10:16 - Modificato il 5 Settembre 2023 19:03

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Far volare quel drone non è stato affatto impresa facile. Un vento sferzante ha caratterizzato tutta la mattinata del 14 ottobre. Ma poi i ragazzi della la società Essentialark che l’hanno fatta. E ora il Ponte delle Torri è stato “fotografato” palmo a palmo così da valutare quali siano state le trasformazioni strutturali subite a seguito del terremoto del 24 agosto scorso. Un evento sismico che, a dirla tutta, è andato ad aggravare una struttura già ferita da precedenti terremoti ma anche, in qualche modo, dall’incuria del tempo. Ma ora una buona, seppur piccola, notizia è arrivata. Ed è che quest’ultimo monitoraggio, messo a raffronto con quello effettuato sei anni fa, andrà al vaglio del commissario straordinario del governo per la ricostruzione nei territori colpiti dal terremoto, Vasco Errani. Così che anche lo stesso Errani possa valutare con i propri occhi quali siano stati i danni riportati dal monumento simbolo della città a seguito del sisma di poco meno di due mesi fa. O meglio, quali ulteriori danni ne ha provocato a una struttura che era già in “sofferenza” di suo. “Il commissario mi ha chiamato ieri mattina, e mi ha detto di mandargli tutto il materiale entro il 24 ottobre prossimo”, sono state le parole del sindaco di Spoleto, Fabrizio Cardarelli, presente ieri mattina al Giro della Rocca dove si è svolto il rilievo fotogrammetrico e laser-scanner con ausilio di drone sul Ponte delle Torri. Operazioni a cui hanno presenziato anche il dirigente del Comune, Giuliano Maria Mastroforti e Giuseppe Scatolini della M&G Engineering che in collaborazione con la società Essentialark hanno effettuato le misurazioni e le analisi. “Abbiamo voluto controllare la terza arcata a partire dal lato della Rocca – ha spiegato Giuseppe Scatolini – avevamo già delle situazioni particolari e ora vedremo se sono peggiorate. Inoltre abbiamo riscontrato delle nuove situazioni di rigonfiamento e di lesioni lungo tutto il muraglione, dove si sono anche verificate delle nuove fuoriuscite d’acqua che ci testimoniano che qualcosa è cambiato”. L’obiettivo, insomma, è quello di fare un quadro fessurativo più ampio possibile, da mettere poi a confronto con la fotogrammetria del 2010 e anche con le foto storiche che partono dal 1990 e arrivano fino ai giorni nostri. Così da avere un “dato certo di ciò che è successo con il terremoto recente – ha aggiunto Scatolini – il Ponte delle Torri è sotto controllo da 25 anni, e il fatto certo è che il degrado sta aumentando, con lesioni che mettono in crisi un monumento già in sofferenza”. Certo è che il ponte resta chiuso. Un quadro tutt’altro rassicuramene dunque quello fatto da Giuseppe Scatolini, che, non è escluso, potrebbe assumere un carattere ancor più preoccupante nel momento in cui verranno resi noti i dati del monitoraggio di ieri mattina. Gli interventi in programma, necessari per la salvaguardia e la conservazione del monumento, sono consistiti nel rilievo fotogrammetrico e laser-scanner, con ausilio di drone, degli elementi considerati più a rischio di degrado e danneggiamento sismico, come l’arco rampante, la parte intradossale degli archi principali, il paramento murario del muro di supporto della canaletta. Anche l’Enea, l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, sta lavorando ad un progetto di monitoraggio del Ponte delle Torri per effettuare, attraverso speciali sensori, la misurazione delle vibrazioni.

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