14.4 C
Foligno
giovedì, Ottobre 1, 2026
HomeCronacaViaggio nel cuore di Norcia e nel surreale silenzio della Zona rossa....

Viaggio nel cuore di Norcia e nel surreale silenzio della Zona rossa. FOTOGALLERY

Pubblicato il 4 Novembre 2016 17:07 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:52

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Tra arte, alimentazione ed emozioni torna a Foligno il Festival di Medicina Integrata

La nona edizione della rassegna popolerà dal 2 al 4 ottobre palazzo Trinci, palazzo Candiotti e l’Oratorio del Crocifisso. In agenda anche la mostra “Bioiconica” curata da Gianluca Marziani. Cristiana Mariani: “La vera prevenzione è imparare a non ammalarsi”

Nido “Innamorati”, La Piramide offre lo sconto ma non spegne la protesta dei genitori

Dopo il vertice in Comune restano i dubbi del comitato “Infanzia Bene Comune” su gare, rette e coordinamento da remoto. "Troppe ombre sulla gara, risposte chiare sui contributi Isee"

Strappa dal collo di un anziano la catenina d’oro e scappa ma la polizia lo becca

L’uomo è stato intercettato e bloccato in viale Firenze, dopo la denuncia presentata dalla vittima. Il 46enne era già finito nel mirino degli agenti folignati che da una decina di giorni indagavano su episodi simili avvenuti in città

Un silenzio surreale, ogni tanto interrotto dalla caduta dei calcinacci. Una città sgretolata, ridotta a cumuli di macerie che adesso, lì per terra, raccontano la disperazione e il dolore di Norcia, colpita al cuore dal sisma. Alcuni dei simboli della cittadina umbra non hanno resistito alle frustate della scossa tellurica del 30 ottobre scorso. L’ultima, e la più insopportabile, da quando la regione verde d’Italia è ripiombata nel caos generato dal terremoto. Una piazza spenta quella in cui riusciamo ad affacciarci mentre i vigili del fuoco e la protezione civile sono al lavoro, privata di quella energia che la contraddistingueva e che sembra essersi persa tra le crepe che l’hanno squarciata. Edifici sbriciolati, vite scheggiate e lo spirito debole. È la fotografia che si ripete in ogni vicolo, ogni piazza, dentro tutte le finestre. È la percezione che riposa sopra alle panchine impolverate, il sentore che si annida tra i rami di ferro che fuoriescono dalle pareti più ostinate che, nonostante i lividi, non hanno ceduto totalmente e che oggi rappresentano il ricordo della Norcia che fu. Il masso più pesante è quello sul cuore. Eppure Norcia è ancora tutta lì. Tanti i cittadini che non hanno voluto abbandonare la loro casa e che, spettatori della loro stessa disgrazia non fuggono via. Sono lì, a combattere il freddo già dalle prime luci dell’alba, coperti di speranza riempiono i moduli in attesa che qualche vigile del fuoco li accompagni a riprendere i propri beni. In sottofondo il suono dei cellulari che rimandano alla vita. Dall’altra parte della cornetta amici e parenti chiedono notizie e cercano parole di conforto per non far crollare anche l’anima. Dietro la facciata della basilica di San Benedetto, l’unica parete della struttura ad esser rimasta in piedi, il sole a ricordare che non c’è ombra che possa oscurare la bella Umbria. Ed è da lì che si riparte, ogni mattina ed una dopo l’altra. Gli uomini in divisa si allacciano i caschetti e tirano fuori dalle norcinerie le salsicce e i prosciutti, i vestiti e le fotografie dalle case distrutte e riconsegnano un po’ di vita ai corpi svuotati delle persone. Da ogni parte d’Italia arrivano braccia pronte ad aiutare, coperte e beni di prima necessità, vengono allestiti nuovi campi dove riposare e dove raccogliere le forze, necessarie a ricostruire e ricostruirsi. L’amore per la propria terra e la voglia di vederla risplendere più bella di prima saranno l’ago e il filo con cui ricucire lo squarcio.

Reportage fotografico a cura di Alessio Vissani

 

Articoli correlati