24.4 C
Foligno
giovedì, Luglio 16, 2026
HomeCronacaViaggio nel cuore di Norcia e nel surreale silenzio della Zona rossa....

Viaggio nel cuore di Norcia e nel surreale silenzio della Zona rossa. FOTOGALLERY

Pubblicato il 4 Novembre 2016 17:07 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:52

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Piazza Piermarini si trasforma in teatro con undici spettacoli sotto le stelle

La rassegna promossa dal Comune di Foligno andrà in scena dal 22 luglio al 17 agosto con concerti jazz, musica d’autore, cabaret e spettacoli per le famiglie. Leoni: “Offrire momenti di intrattenimento riaprendo idealmente il teatro”

UmbraGroup sbarca in Cina: nasce la joint venture con MBY per la robotica del futuro

Inaugurata a Wuxi, la nuova società è il primo storico investimento industriale del Gruppo nell'area Asia-Pacifico. Cuore del progetto lo sviluppo e la produzione di cuscinetti ad altissima precisione per l'automazione avanzata e robot umanoidi

Raggirata con la “tecnica delle monetine”: anziana derubata della borsa

Il fatto fuori da un supermercato di Foligno: la vittima è stata avvicinata da una donna che, approfittando di un momento di distrazione, è fuggita con la refurtiva. Allertata da alcuni passanti, la polizia ha individuato la responsabile e due complici e li ha denunciati

Un silenzio surreale, ogni tanto interrotto dalla caduta dei calcinacci. Una città sgretolata, ridotta a cumuli di macerie che adesso, lì per terra, raccontano la disperazione e il dolore di Norcia, colpita al cuore dal sisma. Alcuni dei simboli della cittadina umbra non hanno resistito alle frustate della scossa tellurica del 30 ottobre scorso. L’ultima, e la più insopportabile, da quando la regione verde d’Italia è ripiombata nel caos generato dal terremoto. Una piazza spenta quella in cui riusciamo ad affacciarci mentre i vigili del fuoco e la protezione civile sono al lavoro, privata di quella energia che la contraddistingueva e che sembra essersi persa tra le crepe che l’hanno squarciata. Edifici sbriciolati, vite scheggiate e lo spirito debole. È la fotografia che si ripete in ogni vicolo, ogni piazza, dentro tutte le finestre. È la percezione che riposa sopra alle panchine impolverate, il sentore che si annida tra i rami di ferro che fuoriescono dalle pareti più ostinate che, nonostante i lividi, non hanno ceduto totalmente e che oggi rappresentano il ricordo della Norcia che fu. Il masso più pesante è quello sul cuore. Eppure Norcia è ancora tutta lì. Tanti i cittadini che non hanno voluto abbandonare la loro casa e che, spettatori della loro stessa disgrazia non fuggono via. Sono lì, a combattere il freddo già dalle prime luci dell’alba, coperti di speranza riempiono i moduli in attesa che qualche vigile del fuoco li accompagni a riprendere i propri beni. In sottofondo il suono dei cellulari che rimandano alla vita. Dall’altra parte della cornetta amici e parenti chiedono notizie e cercano parole di conforto per non far crollare anche l’anima. Dietro la facciata della basilica di San Benedetto, l’unica parete della struttura ad esser rimasta in piedi, il sole a ricordare che non c’è ombra che possa oscurare la bella Umbria. Ed è da lì che si riparte, ogni mattina ed una dopo l’altra. Gli uomini in divisa si allacciano i caschetti e tirano fuori dalle norcinerie le salsicce e i prosciutti, i vestiti e le fotografie dalle case distrutte e riconsegnano un po’ di vita ai corpi svuotati delle persone. Da ogni parte d’Italia arrivano braccia pronte ad aiutare, coperte e beni di prima necessità, vengono allestiti nuovi campi dove riposare e dove raccogliere le forze, necessarie a ricostruire e ricostruirsi. L’amore per la propria terra e la voglia di vederla risplendere più bella di prima saranno l’ago e il filo con cui ricucire lo squarcio.

Reportage fotografico a cura di Alessio Vissani

 

Articoli correlati