24.5 C
Foligno
giovedì, Agosto 13, 2026
HomeCronacaViaggio nel cuore di Norcia e nel surreale silenzio della Zona rossa....

Viaggio nel cuore di Norcia e nel surreale silenzio della Zona rossa. FOTOGALLERY

Pubblicato il 4 Novembre 2016 17:07 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:52

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Eruzione dell’Etna: tra gli umbri bloccati a Catania anche quattro folignati e una trevana

L’emergenza ha provocato pesanti disagi ai passeggeri, costringendo i cinque viaggiatori umbri a organizzare un rientro via terra. Oltre alla cancellazione del volo, per loro anche la disavventura di un hotel prenotato online risultato inesistente

Rubano un’e-bike e la nascondono in casa, ma l’AirTag li incastra: denunciati in tre

Attraverso il dispositivo che la vittima aveva installato sulla bici elettrica, la polizia l’ha rintracciata all’interno di un appartamento del centro storico di Foligno e restituita al legittimo proprietario

Luca Proietti è il nuovo direttore generale di Vus

Dirigente del ministero dell’Ambiente, il 55enne di Montefalco subentra a Marco Ranieri, che si era dimesso lo scorso mese di febbraio. Sul tavolo la sfida della gestione unica dei rifiuti nel 2027

Un silenzio surreale, ogni tanto interrotto dalla caduta dei calcinacci. Una città sgretolata, ridotta a cumuli di macerie che adesso, lì per terra, raccontano la disperazione e il dolore di Norcia, colpita al cuore dal sisma. Alcuni dei simboli della cittadina umbra non hanno resistito alle frustate della scossa tellurica del 30 ottobre scorso. L’ultima, e la più insopportabile, da quando la regione verde d’Italia è ripiombata nel caos generato dal terremoto. Una piazza spenta quella in cui riusciamo ad affacciarci mentre i vigili del fuoco e la protezione civile sono al lavoro, privata di quella energia che la contraddistingueva e che sembra essersi persa tra le crepe che l’hanno squarciata. Edifici sbriciolati, vite scheggiate e lo spirito debole. È la fotografia che si ripete in ogni vicolo, ogni piazza, dentro tutte le finestre. È la percezione che riposa sopra alle panchine impolverate, il sentore che si annida tra i rami di ferro che fuoriescono dalle pareti più ostinate che, nonostante i lividi, non hanno ceduto totalmente e che oggi rappresentano il ricordo della Norcia che fu. Il masso più pesante è quello sul cuore. Eppure Norcia è ancora tutta lì. Tanti i cittadini che non hanno voluto abbandonare la loro casa e che, spettatori della loro stessa disgrazia non fuggono via. Sono lì, a combattere il freddo già dalle prime luci dell’alba, coperti di speranza riempiono i moduli in attesa che qualche vigile del fuoco li accompagni a riprendere i propri beni. In sottofondo il suono dei cellulari che rimandano alla vita. Dall’altra parte della cornetta amici e parenti chiedono notizie e cercano parole di conforto per non far crollare anche l’anima. Dietro la facciata della basilica di San Benedetto, l’unica parete della struttura ad esser rimasta in piedi, il sole a ricordare che non c’è ombra che possa oscurare la bella Umbria. Ed è da lì che si riparte, ogni mattina ed una dopo l’altra. Gli uomini in divisa si allacciano i caschetti e tirano fuori dalle norcinerie le salsicce e i prosciutti, i vestiti e le fotografie dalle case distrutte e riconsegnano un po’ di vita ai corpi svuotati delle persone. Da ogni parte d’Italia arrivano braccia pronte ad aiutare, coperte e beni di prima necessità, vengono allestiti nuovi campi dove riposare e dove raccogliere le forze, necessarie a ricostruire e ricostruirsi. L’amore per la propria terra e la voglia di vederla risplendere più bella di prima saranno l’ago e il filo con cui ricucire lo squarcio.

Reportage fotografico a cura di Alessio Vissani

 

Articoli correlati