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Gruppo Novelli, frenata sulla vendita: “Basta giochi sulla pelle dei lavoratori”

Pubblicato il 23 Novembre 2016 16:16 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:43

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“Basta giochetti sulla pelle dei lavoratori”. Lo dicono chiaramente i rappresentanti sindacali di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil sempre più preoccupati per lo stato di impasse in cui versa il Gruppo Novelli – Nuova Panem. Dopo il vertice al Mise dello scorso venerdì, nel corso del quale era stata annunciata la presenza di un’offerta d’acquisto per l’intero gruppo, che i funzionari ministeriali – dopo appurate verifiche – avevano definito solida sia da un punto di vista industriale che finanziario, nelle ultime ore è arrivata la notizia che “alcuni soci della famiglia Novelli hanno ritrattato la disponibilità a cedere le proprie quote”, ma non solo. Altri, infatti, si sono detti “indisponibili a cedere una quota di minoranza – circa l’1,5 per cento – senza però esercitare il diritto di prelazione previsto dalle norme”. Così, l’appuntamento fissato per martedì in sede notarile ha lasciato nell’incertezza sindacati e lavoratori, che si sono detti nuovamente pronti a far sentire la loro voce. In programma, quindi, iniziative sui territori interessati dalla vertenza, come quelle che si sono tenute mercoledì mattina a Spoleto dove si è svolto un presidio per scongiurare il fallimento e per far sì che “chi ha prodotto debiti mettendo a repentaglio centinaia di famiglie – denunciano le tre sigle sindacali – si faccia da parte quanto prima, mettendo il Gruppo nelle condizioni di rilanciarsi attraverso un nuovo progetto industriale”. Si, perché – come spiegato da Cgil, Cisl e Uil – “nella passata gestione, la famiglia Novelli aveva accumulato circa 120 milioni di euro di debiti”, rischiando il fallimento già nel 2012. “La nostra speranza – hanno quindi sottolineato i sindacati – è che la vicenda si risolva quanto prima e che questa dilazione dei tempi sia solo il frutto di qualche banale riflessione e che non ci sia dietro, invece, la volontà di giocare al rialzo per interessi particolari o familiari”. Ed è facendosi ancora una volta portatori della voce dei lavoratori, sempre di più esasperati dallo stato di precarietà e di incertezza in cui vivono, che Fai, Flai e Uila si sono nuovamente appellati al Ministero dello sviluppo economico e a tutti i rappresentanti degli enti locali affinché richiamino al senso di responsabilità i soci del Gruppo Novelli, per uscire da una situazione che – concludono – “ha dell’incredibile e dell’inaccettabile”.  

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