5.5 C
Foligno
mercoledì, Marzo 25, 2026
HomeCulturaPrima col calesse, ora in moto: nella montagna di Foligno l'Epifania è...

Prima col calesse, ora in moto: nella montagna di Foligno l’Epifania è tradizione

Pubblicato il 5 Gennaio 2017 11:21 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:24

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

È folignate l’amplificatore portatile più all’avanguardia del 2025

Creato da Audma, brand interno all'Hi-tech solutions, il Brioso Phpa1 ha trionfato al Watercooler Award 2025. L'ingegnere e inventore del modello, Cesare Mattoli: "Approccio mai tentato prima"

L’arte di Giorgio Gaber per sostenere la battaglia contro la fibrosi cistica

Sabato 28 marzo al "San Domenico" il concerto della Filarmonica di Belfiore su iniziativa dei Rotary Club di Foligno e Civitanova. I fondi raccolti saranno devoluti alla Lifc

Referendum sulla giustizia, la mappa del voto a Foligno

In città in 42 sezioni su 55 ha prevalso il "no", in 10 ha vinto il "sì", mentre in tre seggi è stata registrata la parità. A favore della riforma soprattutto le frazioni montane: Scopoli in testa con il 62,25% dei voti a favore

Fare spavento ai bambini per esorcizzare la paura. E’ così che da oltre 50 anni, continua la tradizione delle “Befane della Valle” nella montagna di Foligno. “Sono 20 le befane e tutti si organizzano per creare una festa sempre più grande – dichiarano dalla comunanza agraria –. A partire da Natale, ogni anno, confezioniamo calze (quest’anno sono oltre 450 ndr), modifichiamo i vestiti che ci tramandiamo da generazioni, allestiamo il motozappa che trasporta le befane e i doni, per poi passare il 5 sera nelle case dei bambini. Da tradizione, quando anche noi eravamo piccoli, le befane passavano con il calesse trainato dagli asini, cosa che 20 anni fa venne anche recuperata per due o tre anni fino a quando il calesse non è stato venduto. Poi ci siamo motorizzati, andando in giro a dare doni in sella a moto, vespe, ape car. Da un po’ di anni ci siamo invece attrezzati con un motozappa grande, capace di contenere noi e le calze, tutto allestito di fascine e luci, ed è divertente vedere come questo affascini anche i passanti che dalle loro auto ci suonano compiaciuti e divertiti facendo foto”. Una festività ormai parte integrante della storia della comunità, a tal punto da diventare anche di aiuto per le famiglie che vogliono togliere qualche ‘capriccio’ ai propri figli. “Ogni anno riceviamo le richieste più disparate dai genitori dei piccoli – spiega Alessandra Angelini, una delle attuali befane del paese e consigliere della comunanza agraria di Pale – come quello di togliere il ciuccio ai bambini, togliere l’abitudine di dormire con mamma e papà, parlare con loro di qualche marachella, sgridarli se hanno risposto male ai genitori o detto qualche parolaccia, raccontando loro di averli sentiti dal tetto o dal camino. Abbiamo avuto delle telefonate anche da Foligno e passeremo anche lì con il nostro motozappa speciale”. Dunque non solo doni ma insegnamenti, cercando anche di creare delle befane convincenti e vestite a regola d’arte. “Vogliamo essere brutte il più possibile – sottolineano – proprio per essere veritiere come la tradizione vuole e per esorcizzare la paura che le befane fanno da sempre ai bambini, indossando abiti confezionati interamente a mano, tramandati da generazioni e modificati, di anno in anno, per essere brutte sì ma anche al passo con i tempi. La novità di quest’anno però è che ceneremo e giocheremo con grandi e piccoli”. Il 5 gennaio alle 20, infatti, sarà possibile passare una serata con le befane all’interno della tendostruttura nell’area della Protezione civile di Ponte Santa Lucia di Foligno. Una novità nata dall’idea di far diventare quella delle befane una festa aperta a tutti bambini e ai loro genitori, che si aggiunge alla consegna delle calze non solo porta a porta ma a tutti i bambini che parteciperanno alla festa del 6 gennaio quando, a partire dalle 16 ci sarà anche animazione, musica dal vivo, stand gastronomici e vin brulé per i più grandi. “Da quattro anni siamo aiutate dalla comunanza agraria – conclude Alessandra – che insieme alla nostra forza, alla nostra solidarietà e alla nostra passione, permettono ad una tradizione di non morire, diventando sempre più grande e sempre più partecipata”.

Articoli correlati