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Spoleto, task force per combattere la prostituzione lungo la Flaminia

Pubblicato il 16 Gennaio 2017 14:41 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:20

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Un tavolo tecnico-operativo con le forze dell’ordine locali per concordare misure volte a contrastare il fenomeno della prostituzione nel tratto di strada della Flamina di competenza del Comune di Spoleto compreso tra la città del Festival e Terni. Dopo anni di degrado e continue proteste dei residenti, la svolta pare ormai molto vicina, dunque. E questo grazie alle continue segnalazioni formulate in primis dall’associazione “Valli della Somma” del presidente Rosario Murro, che hanno portato a numerosi sopralluoghi anche da parte dell’Arpa. L’ultima delle quali poco più di un mese fa, nella quale l’associazione chiedeva al sindaco Cardarelli “un drastico intervento in merito alla presenza di prostitute lungo la strada statale Flaminia, tratto di competenza Molinaccio-Spoleto”, appunto. Una nota che ha ottenuto il risultato sperato, dato che il primo cittadino ha assicurato, in una sua comunicazione ufficiale “ che nei primi giorni di gennaio 2017 convocherà un tavolo tecnico-operativo con le forze dell’ordine locali – spiega il presidente dell’associazione, Rosario Murro – nel quale verranno concordate misure utili a contrastare il fenomeno di prostituzione e di degrado nei tratti di competenza del Comune di Spoleto, un tavolo dove verranno discusse misure di tipo amministrativo da adottare al fine di scoraggiare la presenza di prostitute e clienti nelle aree segnalate, onde evitare gravi conseguenze anche di incidenti stradali”. Una vicenda, questa, che si trascina da diversi anni. E per la quale si erano mobilitati gran parte dei residenti di Strettura, i quali, poco tempo fa, hanno chiesto addirittura l’intervento dell’Arpa per riuscire a mettere fine a quello che è un scempio che vige ormai da circa 6 anni. Residenti schi di quelle prostitute che hanno trasformato le aree presidiate in una vera e propria discarica a cielo aperto. Senza contare poi che, con il trascorrere del tempo, e a causa delle assidue frequentazioni giornaliere di “clienti”, in alcune di quelle stesse aree si sono accumulate le “solite” bottiglie, buste di plastica e materassi, ma anche molto altro che stride di certo con il normale vivere civile, come deiezioni umane. Associazione “Valli della Somma” che, per di più, lanciò anche una proposta. E fu quella “di chiudere l’accesso ad un’area confinante con il depuratore fognario della frazione, luogo facile per le prostitute di appartarsi con i clienti”. 

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