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Fils, nuovo affondo di Stefania Filipponi: “Silenzio omertoso”

Pubblicato il 24 Gennaio 2017 11:11 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:16

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E’ di nuovo sulle vicissitudini di Fils che Stefania Filipponi torna ad alzare la voce. Il pretesto per tornare a parlare della società del Comune di Foligno attualmente in liquidazione è la richiesta vana di documentazione domandata dalla capogruppo di Impegno Civile. “Su Fils è calato un omertoso silenzio – spiega la Filipponi – tanto che gli uffici comunali non forniscono neppure la documentazione ripetutamente richiesta”. “L’amministrazione, che si definisce di sinistra – prosegue Stefania Filipponi in una nota inviata alla stampa – continua a fare pressing sugli operai affinché sottoscrivano un nuovo, penalizzante contratto, minacciando di licenziamento i riottosi. Però nessuno, Pd in primis, intende chieder conto al management aziendale, ai componenti l’organo di controllo analogo – prosegue – né, tantomeno, ai referenti politici (sindaco e assessore), ovvero ai veri responsabili dello stato di decozione della società”. E’ per questo che l’esponente di minoranza ricorda come “Impegno civile continuerà a denunciare la situazione, in tutte le sedi, non solo in quelle politiche”. Diverse le domande che la Filipponi si pone in merito alla Fils: “Se è vero che gli operai ‘costano troppo e non rendono’ (dirigente dixit) chi li ha assunti? E soprattutto chi ha assunto, in una società di manutenzione, ben 14 impiegati? Chi controlla se i lavori appaltati sono effettivamente eseguiti? Lasciamo perdere, poi, se a regola d’arte”. E ancora: “I lavori da affidare alla Fils non rispettano certo i criteri di efficienza ed economicità – spiega Stefania Filipponi – ma vengono individuati in base a quanti soldi portano nelle casse aziendali”. Non c’è nemmeno l’ombra di un piano industriale come annunciato dal sindaco Mismetti. Piano industriale che sarebbe dovuto essere presentato entro ottobre: “Invece nulla – ricorda la capogruppo di Impegno civile -. L’intenzione é chiara – prosegue Filipponi – arrivare in consiglio comunale con il ‘nuovo’ contratto sottoscritto dagli operai, onde evitare imbarazzanti dibattiti pubblici, e giustificare la proposta di ricapitalizzazione. Tanto – conclude nel comunicato stampa – dell’eventuale danno erariale ne rispondono i consiglieri, gli oneri sono a carico dei cittadini e i sacrifici economici in capo agli operai”.

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