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Cassignano ostaggio dell’incuria: l’allarme dei residenti

Tra strade disconnesse, assenza di segnale e cantieri incompiuti, chi ha a cuore la frazione chiede interventi urgenti su viabilità e decoro urbano. La denuncia: "Territorio più abbandonato della montagna"

Pubblicato il 21 Agosto 2026 13:50 - Modificato il 22 Agosto 2026 13:37

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A Cassignano di Foligno il tempo sembra essersi fermato, non per una scelta di conservazione storica, ma per una condizione di progressivo isolamento e per quello che alcuni residenti hanno definito un vero e proprio “abbandono da parte delle istituzioni”. La situazione sta spingendo sempre di più gli abitanti al limite, tra chi ha deciso di abbandonare la frazione e chi, invece, lotta per preservare ciò che è rimasto.

Quella che si vive oggi è una situazione diversa da quella che una volta, prima del sisma del ‘97 e dell’inaugurazione della nuova Ss75 “Val di Chienti”, vedeva la presenza di numerosi residenti, un bar e piccole attività commerciali di paese. Dopo i mutamenti viari e le conseguenze del terremoto, il borgo si trova ad affrontare le criticità tipiche dello spopolamento montano.

Se da un lato la ricostruzione ha interessato diverse strutture, dall’altro alcuni residenti evidenziano come diversi cantieri siano rimasti incompleti o privi delle necessarie finiture impiantistiche e come, al contempo, ogni richiesta fatta all’amministrazione per la manutenzione e la valorizzazione dell’area resti lettera morta. Attualmente la popolazione stabile si è ridotta a circa venti persone, prevalentemente anziane, che si trovano quotidianamente a gestire disagi logistici e strutturali.

Le condizioni della viabilità e delle infrastrutture rappresentano una delle principali problematiche sollevate dalla popolazione locale. La strada di accesso al paese, infatti,  presenta diversi avvallamenti e buche, mentre all’interno del centro abitato si riscontrano ulteriori ostacoli. 

“C’è un muro di sostegno – ha spiegato a Rgunotizie Patrizia Cantoni, proprietaria di un edificio nel borgo di Cassignano –  ricostruito con una carreggiata particolarmente stretta, che complica il passaggio dei mezzi d’opera, mentre una griglia di scolo sprofondata lungo il fondo stradale costituisce un costante pericolo per le auto”.

A questo si aggiunge un “isolamento tecnologico quasi totale”: la zona non è raggiunta da una copertura di rete mobile e internet stabile, tranne per chi si avvale di connettività satellitare o ponti dedicati. Un fattore che, in un’area classificata ad alto rischio sismico, rende complessa anche la semplice comunicazione d’emergenza. 

Nel campo dove sono state installate le casette di legno per le emergenze abitative occorse ai tempi del sisma del ‘97, la situazione è critica: “La vegetazione ha invaso tutto – ha proseguito Cantoni -, gli arbusti avvolgono prefabbricati, che, inoltre, sono totalmente sprovvisti di allacci di corrente e acqua, senza considerare che la manutenzione non è stata più fatta e che all’interno alcune casette sono totalmente distrutte”.

La porta sfondata di una casetta di legno
L’interno completamente distrutto di una casetta di legno

Tornando all’area del borgo, gli abitanti lamentano la presenza di una rupe, davanti alla quale “è stato costruito un muro di contenimento con tavole di legno nei primi anni Duemila, ma ad oggi non bastano per considerare l’area in sicurezza”.

A preoccupare i cittadini sono in particolare due fattori: il primo è la presenza di un terrazzino pericolante che “nel caso di una scossa rischia di cadere e travolgere sia la barricata, evidentemente insufficiente a contenerlo, che la strada e le abitazioni sottostanti”. La seconda, invece, è la fitta presenza di rifiuti che invadono la rupe, dove vengono abbandonati in grandi quantità.

La barricata che dovrebbe contenere la rupe
I rifiuti che vengono abbandonati in corrispondenza della rupe

Per fortuna, sono proprio alcuni residenti e affezionati a mantenere vivo il decoro della frazione di Cassignano: i privati e le associazioni locali si adoperano per la pulizia dei vicoli. “Soffro tanto a vedere questa situazione – ha spiegato –, Quando arrivai qui trent’anni fa il paese era bellissimo, c’era vita, c’erano i bambini e ci si riuniva la sera. Dopo il terremoto ci siamo dati da fare in ogni modo, ma poi è finito tutto. Il Comune ci ha completamente abbandonati: questo è il paese più dimenticato della montagna”.

Dalle segnalazioni degli abitanti emergono anche le contraddizioni della gestione amministrativa e dei vincoli urbanistici. “Il Comune – ha proseguito Cantoni – invia sollecitazioni ai proprietari per la pulizia dei terreni privati, ma al contempo gli spazi pubblici sono completamente abbandonati. In più ci sono tanti proprietari che, pur avendo investito ingenti risorse per la messa in sicurezza degli edifici, su prescrizione dei tecnici dell’Ente, non hanno poi ottenuto le autorizzazioni per il completamento del restauro, trovandosi con strutture ancora oggi ferme allo stato di cantiere”. A questo si aggiungerebbero le situazioni “di abbandono legate ai privati che risiedono fuori regione e che disattendono la manutenzione delle proprie case”.

Nonostante il quadro, non si può dire che la frazione non conservi potenzialità di rilancio. Sebbene le vie di comunicazione non lo premino, il borgo di Cassignano è oggettivamente tra i più belli della montagna folignate e un investimento in questi termini potrebbe essere premiato dal turismo. A ciò va aggiunto che, sebbene siano pochi, nel borgo persistono giovani interessati a investire su agricoltura e allevamento: un’intervento dell’amministrazione verso la valorizzazione di questa prospettiva potrebbe, di fatto, svoltare in positivo la situazione.

David Orfei
David Orfei
Giornalista pubblicista

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