12.2 C
Foligno
mercoledì, Gennaio 14, 2026
HomeCronacaFoligno celebra il suo patrono. Il vescovo: “San Feliciano come i profughi...

Foligno celebra il suo patrono. Il vescovo: “San Feliciano come i profughi e i rifugiati” – GALLERY

Pubblicato il 24 Gennaio 2017 14:40 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:15

Tienimi informato

Rimani sempre aggiornato sui fatti del giorno

Ultimi articoli

Il Pugilli inizia l’anno con una donazione di gruppo all’Avis

Una ventina i rionali che hanno aderito all’invito del priore Federico Sebastiani, donatore da molti anni: “Vogliamo aiutare attivamente la città e la comunità”. Il presidente Bellagamba: “Un’azione di grande responsabilità”

A Spello lavori per quasi 92mila euro per migliorare l’impianto sportivo “Osteriaccia”

Gli interventi verranno realizzati con un cofinanziamento di Regione e Comune destinato all’ammodernamento e alla riqualificazione della struttura. La riqualificazione interesserà il campo da gioco in sabbia e gli spogliatoi

Vigili del fuoco, a Foligno servono 12 uomini in più

Il distaccamento cittadino è quello che lavora di più con 2.500 interventi all’anno, coprendo un territorio di grande rilevanza oltre ad essere di riferimento per le sedi limitrofe. Il punto con il direttore regionale Valter Cirillo intervenuto in commissione a palazzo Cesaroni

“Carissimi fratelli, l’anima del nostro popolo è così legata al suo santo patrono, Feliciano, che basta esporre la statua argentea, perché tutti, come devoto pellegrinaggio, accorrano a baciarne il piede”. Con queste parole il vescovo di Foligno, monsignor Gualtiero Sigismondi, ha aperto l’omelia con cui ha accompagnato la solenne celebrazione eucaristica dedicata al patrono folignate. “Quest’anno, a causa del flagello del terremoto – ha proseguito – Feliciano ha trovato riparo nel santuario della Madonna del Pianto. Più che versare nella condizione di sfollato – ha però sottolineato il vescovo Sigismondi – il nostro patrono si trova nello stato di profugo, rifugiato sotto il manto della Vergine Maria”. Due termini, quelli di profugo e rifugiato, che monsignor Gualtiero Sigismondi ha pronunciato con un chiaro obiettivo, quello di richiamare l’attenzione dei tanti fedeli che hanno affollato all’inverosimile la chiesa di Sant’Agostino sulla questione migratoria, che a Foligno vede in prima linea la Caritas diocesana, al fianco istituzioni e delle parrocchie. “Molteplici sono le opinioni che un’emergenza così impegnativa solleva – ha detto il vescovo dando voce ai più disparati pensieri della comunità folignate -: paure, provocazioni, semplificazioni, alimentate da recenti atti terroristici” che “rischiano di annebbiare o disorientare una corretta lettura del fenomeno migratorio”. “Le migrazioni – ha proseguito – non sono un evento nuovo, ma appartengono alla storia dell’umanità. La storia, maestra di vita – ha quindi sottolineato – insegna che i grandi flussi migratori sono ineluttabili: cercare di regolamentarli è legittimo e anche necessario, ma volere impedirli innalzando muri e fili spinati è l’inizio della barbarie”. L’appello del vescovo di Foligno, citando Papa Francesco, è stato quindi quello di non dimenticare che “migranti, profughi e rifugiati, prima di essere numeri sono persone, volti, nomi, storie”. Il pensiero è poi andato a quanti, per grazia di Dio, sanno “riconoscere prima di tutto il fratello e la sorella”, costruiscono ponti e rifuggono dall’illusione di innalzare recinti per sentirsi più sicuri. Da qui l’invito, rivolto a tutte le anime della società, a “sviluppare politiche di ampio respiro”, costruendo “la pace là dove la guerra ha portato distruzione e morte” e confrontandosi “sia con la questione dell’accoglienza, sia con il problema dell’integrazione”. “Fratelli carissimi – ha quindi spiegato il vescovo sul finire dell’omelia – i migranti hanno bisogno di noi, ma anche noi abbiamo necessità di loro. Studi recenti – ha quindi concluso – mostrano l’impatto positivo del fenomeno migratorio sulla demografia e sull’economia”. Ad accompagnare, come sempre, la solenne celebrazione eucaristica dedicata a San Feliciano, la presenza nel santuario della Madonna del Pianto di rappresentanti istituzionali, delle forze dell’ordine e delle associazioni e di una delegazione della Giostra della Quintana. 

 

Articoli correlati