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A 28 anni già indossa la toga: il folignate Federico Falfari è il magistrato dei record

Pubblicato il 26 Febbraio 2017 06:56 - Modificato il 5 Settembre 2023 18:00

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E’ stato uno dei quasi tremila candidati a consegnare, nel luglio del 2015, gli elaborati relativi alle prove scritte. Il suo nome è comparso anche nella lista degli idonei a misurarsi con la prova orale circa un anno dopo. Oggi Federico Falfari, folignate doc classe 1988, attende di iniziare la sua carriera come magistrato. Un obiettivo difficile, che richiede una grande preparazione e spirito di sacrificio. Si mostra quasi stupito quando gli viene chiesto di poter essere intervistato e raccontare la sua ‘impresa’. In fondo Federico non ha fatto altro che seguire l’iter previsto per il tipo di professione che ha scelto, ma dato che ogni anno sono migliaia i temerari che provano questa strada, conquistarsi il gradino numero 142 sui 348 disponibili non è certo cosa da poco. Un 28enne come tanti altri, legato alla sua città, appassionato di Quintana (per anni tamburino del rione Giotti) con l’amore per la montagna. Oggi i rulli di tamburi sono però per quella che è sicuramente una delle vette più importanti da raggiungere. Proprio in questi giorni il giovane magistrato avrebbe dovuto prestare il giuramento presso il tribunale di Perugia. Un momento che è stato posticipato di qualche giorno insieme all’inizio della nuova avventura, inizialmente fissata per il primo marzo. Per capire come tutto ha avuto inizio bisogna tornare indietro di quasi dieci anni. “Già quando scelsi di frequentare la facoltà di giurisprudenza – racconta Federico – avevo in mente questo come lavoro futuro, ovviamente con tutti i dubbi e la consapevolezza delle difficoltà del caso”. A giocare un ruolo fondamentale sicuramente la presenza in casa di un esempio importante: il papà, anche lui magistrato. “Ha cercato di dissuadermi in tutti i modi ma io non mi sono fatto influenzare” dichiara sorridendo. Dopo la laurea alla Luiss di Roma, nel 2012 inizia il doppio percorso che lo vede impegnato contemporaneamente nella pratica forense e nella scuola di specializzazione per le professioni legali. Nell’autunno del 2014 l’esame scritto per diventare avvocato a cui segue lo scritto di magistratura nell’estate del 2015. La prova orale dell’autunno di quello stesso anno lo vedrà di lì a poco conquistare il titolo di avvocato in attesa, nell’estate del 2016, della prova finale che lo farà diventare anche magistrato. Qual è l’aspetto più duro di questo percorso? “Sicuramente la costante incertezza. Soprattutto gli ultimi due anni sono stati un investimento di tempo senza alcuna sicurezza”. Ad attendere Federico adesso un anno importante di preparazione. “Durante i primi sei mesi entrerò a contatto con tutti i vari uffici giudiziari, a metà anno poi avverrà la scelta della sede in cui andrò a svolgere la specifica funzione che prediligerò: a quel punto i successivi sei mesi saranno dedicati ad un tirocinio mirato in base alla scelta”. Dopo essere tornati indietro di dieci anni la domanda finale non poteva che essere una: Come ti vedi tra dieci anni? Spero non troppo diverso da adesso, capace di svolgere la professione in maniera equilibrata e magari non troppo lontano da casa dato che sono molto legato alla mia città”.

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