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Attentato di Barcellona, il racconto di due folignati: “Chiusi in hotel vicino alla Rambla, ma stiamo bene”

Pubblicato il 17 Agosto 2017 18:16 - Modificato il 5 Settembre 2023 16:52

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A tracciare l’identikit sono state le vittime delle attività colpite negli scorsi giorni: tra gli elementi comuni anche la corporatura del malvivente. L’arresto nella serata di mercoledì dopo il tentato colpo in una tabaccheria ad opera della polizia

Tenta il colpo in tabaccheria, ma arriva la polizia e lo arresta

Il colpo nella serata di mercoledì in un’attività commerciale di Borgo Trevi: l’uomo è entrato in azione con il volto coperto e armato. Accertamenti in corso per capire se si tratti della stessa persona che ha agito negli scorsi giorni a Foligno

Un altro camion impazzito contro la folla. Un altro attentato di matrice terroristica, che sconvolge l’Europa. Questa volta ad essere presa di mira è Barcellona, città spagnola che ogni estate accoglie tantissimi turisti che arrivano per visitare le sue bellezze. Il 17 agosto 2017 però verrà ricordato come un giorno tragico, visto che lungo la Rambla, la via più famosa del capoluogo catalano, un furgone ha investito e ucciso diverse persone. Tra i tanti turisti presenti, tantissimi sono quelli italiani. A poche ore dai fatti, abbiamo contattato una coppia di ragazzi di Foligno, che sono a Barcellona per trascorrere qualche giorno di vacanza. Stiamo parlando di Matteo Mazzoni e della sua ragazza Martina: “Fortunatamente quando il camion ha investito la folla lungo la Rambla, noi ci trovavamo da un’altra parte – racconta Matteo alla nostra redazione -. Eravamo a Barceloneta, ma quando volevamo prendere il solito bus per tornare in hotel, ci hanno comunicato che non sarebbe passato in centro. Siamo allora tornati a piedi – prosegue nel racconto – e quando eravamo in prossimità della Rambla è stato il panico assoluto. Scene che si vedono solo in tv. La polizia aveva bloccato tutto”. La preoccupazione dei due folignati è ancora più grande visto la posizione del loro hotel: “Alloggiamo a 150 metri dalla Rambla e ci siamo fatti scortare fino al nostro albergo – spiega Matteo – ora siamo bloccati in camera senza cibo. Il terrorista è rinchiuso in un locale vicino alla nostra via e ancora non sappiamo se domani potremo tornare a casa. Abbiamo la sensazione di sentirci nudi: è questo quello che vogliono gli attentatori”. Parenti e amici si sono prodigati per avere loro notizie, che sono fortunatamente arrivate attraverso i social network, con Matteo e Martina che hanno tranquillizzato tutti: “Stiamo bene” hanno scritto.

Nella gallery, le foto inviateci da Matteo scattate dal terrazzo del suo hotel

 

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