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L’Unione dei Comuni contro la Regione: “Fuori dai bandi, ricorriamo al Tar”

Pubblicato il 11 Settembre 2017 11:06 - Modificato il 5 Settembre 2023 16:46

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L’Unione dei Comuni “Terre dell’olio e del Sagrantino” abbandonata dalla regione. E’ questo il pensiero unanime degli otto sindaci (Bevagna, Campello Sul Clitunno, Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria, Gualdo Cattaneo, Massa Martana, Montefalco e Trevi) che la compongono. Insomma, che le due istituzioni siano ai ferri corti lo si era già capito da tempo. Già, perché sono oramai mesi, se non anni, che l’Unione punta il dito contro palazzo Donini. Questa volta il pomo della discordia riguarda alcuni bandi proposti dalla Regione che tagliano fuori l’ente attualmente presieduto dal sindaco di Trevi, Bernardino Sperandio. “A differenza di altre regioni italiane – spiega Sperandio – la Regione Umbria continua a bandire avvisi inerenti fondi comunitari Por Fesr senza alcuna possibilità di far partecipare le Unioni dei Comuni”. E’ per questo che quella da lui guidata è pronta a ricorrere al Tar dell’Umbria per la rettifica dell’avviso per il finanziamento ai comuni di progetti per la realizzazione di spazi pubblici aperti “DigiPass”. “La nostra Unione – sottolinea ancora Sperandio – è l’unica funzionante in Umbria e costituita nel 2001, gestendo servizi in forma associata e molto altro. Tre questi – prosegue – c’è la gestione unificata delle biblioteche comunali, che rappresenta l’unica esperienza regionale di sistema intercomunale volto all’ampliamento dei servizi bibliotecari, massimizzando i benefici per l’utenza attraverso al ricerca di economie di scala e accrescendo contestualmente i servizi ai cittadini grazie all’uso condiviso delle risorse”. Prima di ricorrere al Tar però, Sperandio ha già scritto alla Regione di provvedere a rettificare l’avviso. Se così non fosse però, sono pronte le vie legali. “Ad oggi l’ente non ha ancora ricevuto alcuna risposta né tantomeno riesce a comprendere le motivazioni di talune scelte della Regione – afferma Bernardino Sperandio – compromettendo la realizzazione da parte dei Comuni dell’Unione di aree polifunzionali e multimediali interattive per le attività di co-working, considerando che è attiva da oltre cinque anni la gestione unificata delle otto biblioteche comunali”. Poi, la stoccata finale: “l’Unione dei comuni si aspetta a distanza di 15 anni dalla sua nascita una maggiore considerazione da parte della Regione – conclude – ed attende una sollecita risposta visto che il bando scade alla fine di ottobre, altrimenti sarà costretto a far valere i propri diritti”.

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