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Don Pietro Arcangeli, Foligno dedica una via al prete partigiano impegnato nell’Aido

Pubblicato il 13 Febbraio 2018 18:08

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Aiutò i giovani folignati a raggiungere i primi nuclei partigiani. Lui stesso venne catturato dai tedeschi e, dopo un processo sommario, il 3 febbraio del 1944 fu deportato insieme ad altri 22 ragazzi. Stiamo parlando di don Pietro Arcangeli. Lui, a differenza di molti altri che nei lager morirono, riuscì a fare ritorno in Italia dopo la guerra, riprendendo con “fervore” la sua missione pastorale. Parroco a Foligno – tra il 1942 e il 1944 operò nelle comunità di Casale, Cupoli, Cancelli, Cascito, Civitella, Vallupo e Leggiana – nel 1961 fondo nella città della Quintana l’Associazione italiana donatori di organi (Aido). A lui si deve, nel 1966, il restauro della Cappellina di Cancelli, lì dove vennero poi incisi i nomi di quei giovani folignati che, come lui, avevano vissuto l’esperienza della deportazione. Esperienza che lui stesso raccontò nel 1984 nel libro “Un prete galeotto”. Ma don Pietro fu anche a capo della Caritas di Foligno, quando l’ufficio pastorale della diocesi muoveva i suoi primi passi. Insomma, una vera e propria figura storica per la città di Foligno, che oggi vuole omaggiare la sua memoria dedicandogli una via. Con un’apposita delibera, infatti, la giunta Mismetti ha deciso di intitolare una strada a don Pietro Arcangeli, per la sua attività di parroco ma anche per il ruolo chiave avuto in realtà di grande importanza come l’Aido e la Caritas. La zona scelta è quella di Santo Pietro e il tratto interessato da questa intitolazione – lungo circa 270 metri – è quello tra via Papa Giovanni Paolo II e via Grumelli.

Maria Tripepi
Maria Tripepi
Giornalista professionista - Direttore di Radio Gente Umbra e della Gazzetta di Foligno

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