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Il Sagrantino vince sul freddo e sulla pioggia: l’annata 2014 premiata con tre stelle

Pubblicato il 20 Febbraio 2018 17:20

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Crescita inarrestabile per la produzione di Sagrantino. A testimoniarlo sono i numeri rilasciati dal Consorzio tutela vini Montefalco. Dal 1992 al 2017, infatti, gli ettari di terreno impiegati sono passati 66 a 760 e i produttori imbottigliatori, che erano 16 allora, oggi sono ben 60. Il prodotto finale, inoltre, ha visto un incremento che ha portato da 660mila ai 2 milioni di bottiglie attuali. Un altro dato di fondamentale importanza è quello riguardante la correlazione tra questa crescita e il tasso di occupazione del territorio, che per la Regione si è attestato in media intorno alle 350mila unità, duemila in più rispetto ai dodici mesi precedenti. Incremento che ha riguardato proprio l’agricoltura, compensando le flessioni registrate in altri ambiti occupazionali. “Nell’ultimo decennio sono state costruite oltre trenta nuove cantine – è stato il commento del presidente del Consorzio montefalchese, Amilcare Pambuffetti – il ché equivale alla creazione di nuovi posti di lavoro: il 3 per cento in più nell’area, soprattutto per i giovani. Questo – prosegue – ci permette di affermare che la crescita delle denominazioni di origine Montefalco ha rappresentato e rappresenta un motore per l’occupazione in Umbria, e che questo percorso sta producendo una ricchezza qualitativa per l’intero territorio”. Qualità che è stata rilevata, anche, dalla commissione tecnica che ha assegnato ben tre stelle all’annata 2014 del Montefalco Sagrantino DOCG, frutto dell’oculata gestione agronomica dei vigneti. La fredda e piovosa estate di quell’anno non è riuscita, dunque, ad intaccare il valore della produzione 2014, che non deluderà le aspettative dei mercati. A tre anni da un’annata molto impegnativa, si fa il punto sull’altrettanto complessa vendemmia 2017 appena trascorsa, in occasione di Anteprima Montefalco. “Le annate 2014 e 2017 sono la fotografia di un profondo cambiamento climatico in atto sul pianeta, una trasformazione che rappresenta per il viticoltore una sfida molto complessa – spiega l’enologo Stefano Chioccioli –. Nel prossimo futuro l’acqua sarà il fattore discriminante per la viticoltura nel centro sud Italia e sarà necessario avviare una stretta collaborazione tra agricoltura e politica per avviare importanti processi di riduzione dell’impatto ambientale a salvaguardia delle riserve idriche”.

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