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Dalle elezioni al rapporto tra i due Papi: lo sguardo di monsignor Sigismondi sull’attualità

Pubblicato il 1 Aprile 2018 10:10

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“La Settimana Santa che è come una grande bellissima architettura liturgica che ci introduce dentro il mistero della Pasqua del Signore. La Chiesa esiste perché il Signore è risorto e tutto il mondo lo deve sapere. E questo annuncio deve essere portato fino agli estremi confini della Terra e del tempo”. Sono le parole con cui il vescovo di Foligno, monsignor Gualtiero Sigismondi, ha dato il là all’intervista rilasciata alla redazione di rgunotizie.it. Partendo dal tempo di Quaresima e da quella Settimana Santa che va volgendo ormai al termine, monsignor Sigismondi ha gettato il suo sguardo sulla quotidianità, sulla vita di ogni giorno, per poi rivolgere alla sua comunità gli auguri di una Santa Pasqua.

Questa è stata la settimana del silenzio e della contemplazione, ma Papa Francesco ha lanciato un messaggio chiarissimo, soprattutto ai giovani, “Gridate, non rimanete in silenzio, non rimanete in disparte”. Un messaggio che sembra andare controtendenza rispetto alla settimana che abbiamo vissuto, ma che invece è di fondamentale importanza…

Niente è più forte del silenzio e infatti cerchiamo di anestetizzarlo in tanti modi. Perché se c’è una cosa che grida è il silenzio, che ci conduce ad ascoltare noi stessi e gli altri. Il Papa ha invitato i giovani a gridare ed è commovente pensare che le meditazioni della Via Crucis le ha affidate ai giovani. Sono rimasto incantato dalla loro bellezza, perchè ad ognuno è stata data una stazione e gli stato dato una sorta di criterio, una frase che doveva ritmare come una litania il testo. E’ venuto fuori un capolavoro. Ecco, l’intuizione di Papa Francesco è stata il voler affidare la stesura delle vocazioni ai giovani, un compito che in passato veniva affidato ad alti prelati e ad altri personaggi di un certo rilievo ecclesiale. Il Papa, quindi, riconosce ai giovani il più alto rilievo. 

Negli scorsi giorni c’è stato il saluto di Papa Francesco a Papa Benedetto XVI. Lo è andato a trovare, mettendo anche un po’ fine alle polemiche degli ultimi giorni, a testimonianza che c’è una continuità bellissima tra i due Papi…

E’ una continuità splendida. Benedetto XVI con il suo infallibile gesto di continuità ha fatto capire che la Chiesa è di Cristo. Vedere questi due uomini che dialogano, l’umiltà di Papa Benedetto e la profezia di Francesco. Non avremmo avuto Francesco se Papa Benedetto non avesse compiuto quel gesto di umiltà e credo sia la testimonianza più bella e commovente. Ecco, vedere questo dialogo tra questi due giganti della fede, in cui non c’è dalla parte di Benedetto nessun tentativo e nessun modo di fare ombra, ma semplicemente il gettare luce verso il suo successore. 

Avviciniamoci alla Pasqua anche attraverso quello che è stato il suo editoriale pubblicato sull’ultimo numero della Gazzetta di Foligno, che è tornata formalmente sotto lo stesso editore insieme a Radio Gente Umbra. Nel suo editoriale parla di acqua, fuoco, luci, ombre…

In questi giorni la mia mente e il mio cuore sono un cantiere perché gli interventi sono tanti. In quell’editoriale che, in qualche modo, introduceva la Settimana Santa ho usato un’espressione che troviamo all’inizio della Veglia Pasquale: “Gioisca la Madre Chiesa, inondata da così tanto splendore”. Mi colpisce questo verbo, “inondare”, riferito alla luce, perché a Pasqua la luce produce lo stesso effetto che causa un’inondazione. La Pasqua ci ricorda che siamo orientati verso la luce e dove c’è luce c’è vita. 

Sarà la prima Pasqua senza due pilastri di Foligno, monsignor Benedetti e don Alessandro Trecci…

E non potete immaginare quanto mi sono presenti entrambi. Dopo la morte di Benedetti custodisco in casa un suo crocefisso ed ogni mattina lo accarezzo e ovviamente in quella carezza c’è un ricordo di lui. E di don Trecci conservo diversi scritti, perchè nel corso di questi dieci anni ci siamo scambiati diverse lettere. Lui era, nello scrivere, anche molto più abbondante di me. Sono grato al Signore per avermeli fatti incontrare e sono felice di pensare che questa è per loro la prima Pasqua vissuta dal versante del cielo. 

Parliamo di attualità. La Diocesi di Foligno ha un fiore all’occhiello che è la Caritas. Ne parliamo spesso perché è riconosciuta a livello nazionale e non solo. Da poche settimane è arrivata una famiglia dal Sud Sudan a testimonianza del grande impegno e di ciò che viene fatto e riconosciuto anche da fuori i confini cittadini e regionali…

Prima di fare questa intervista, ho ricevuto la visita di un ragazzo che fa l’obiettore di coscienza in Caritas. Sta per laurearsi e mi ha detto che quanto ha appreso in Caritas gli è servito molto di più di quanto appreso nelle aule universitarie e questa è un’affermazione bellissima. Anche a livello nazionale la Caritas di Foligno viene riconosciuta per il suo rilievo. Sono grato a tutti gli operatori e al direttore d’orchestra, Mauro Masciotti, che investe non solo competenza e il cuore ma anche il tempo, che è l’unità di misura della carità.

Sempre in tema di attualità, da poco si è tornati alle urne e c’è molta indecisione su quello che sarà il futuro Governo. Cosa dobbiamo e cosa vogliamo aspettarci da chi sarà chiamato a dirigere l’Italia…

Mi torna in mente una frase che il cardinale Bassetti, presidente della Cei, va ripetendo, e cioè che bisogna ricucire e anche tessere una nuova trama di persone impegnate nel mondo politico. Credo che anche come Chiesa, senza alcuna nostalgia del passato, dobbiamo investire più energie e più tempo perché cristiani maturi, con la loro coscienza libera, possano vestire la loro fantasia, il loro tempo e la loro intelligenza a servizio della politica. Cristiani liberi che conoscano bene la dottrina sociale della Chiesa e che ogni giorno al termine della giornata possano dire “Ti ringrazio Signore perché anche oggi mi hai fatto il dono di non essere ricattabile da nessuno.

Gli impegni di monsignor Sigismondi con l’Azione Cattolica come stanno proseguendo? Immaginiamo sia un impegno gravoso…

L’agenda non mi dà tregua ma ormai è un anno che porto avanti entrambi i servizi. Posso confidare da questi microfoni che il cuore risiede a Foligno e devo condividere il tempo. Ed ogni volta che parto da Foligno ne sento la fatica e quando riprendo il treno per tornare posso confidare che esulto. Sono dieci anni che sono qui a Foligno e sento il dna di Foligno dentro il mio dna. 

In conclusione un saluto e un augurio alla città di Foligno per la Pasqua…

L’augurio lo prendo dal vocabolario della liturgia: “Il Signore è risorto, è veramente risorto”. Così i cristiani nei primi tempi si salutavano e così voglio salutare la Chiesa di Foligno. 

Fabio Luccioli
Fabio Luccioli
Direttore di Radio Gente Umbra e Gazzetta di Foligno

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