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Foligno, l’integrazione passa attraverso i fornelli

Pubblicato il 19 Aprile 2018 17:17

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Una dimostrazione di come si cucina la pasta all’italiana al fine di dare uno strumento di inclusione culturale e professionale. È quello che hanno fatto stamattina, giovedì 19 aprile, le associazioni Cidis onlus Foligno e “Banca del tempo” davanti a un gruppo di donne immigrate. Come spiegato dall’operatrice del Cidis, Chiara Cantoni, il progetto è nato dalla necessità, emersa durante i colloqui di lavoro, di saper disporre della competenza culinaria per poter fare assistenza professionale agli anziani. “Ci siamo accorti che in fase di selezione di personale di assistenza per anziani – ha detto – molto spesso le famiglie degli assistiti richiedono a queste persone la capacità di cucinare qualche piatto italiano. Il progetto, quindi, è nato con questa finalità”. In particolare, l’iniziativa ha riguardato un gruppo di circa 10 donne straniere, arrivate da non più di due anni in Italia da Paesi disparati, di età compresa tra i 18 e i 34 anni,  di cui molte mamme. “Ci occupiamo di immigrazione da 30 anni, da 15 siamo presenti a Foligno e il nostro obiettivo è l’inclusione dei migranti – ha dichiarato  il referente territoriale su Foligno per Cidis, Alessandro Broccatelli -. Abbiamo deciso di sviluppare questo progetto mettendo al centro il cibo, ma con un risvolto culturale”. Ad accogliere questa iniziativa, dando vita ad una sinergia tra associazioni, è stata la “Banca del Tempo”, come ha dichiarato la referente Emma Maria Bettoni Bovini. “La nostra associazione – ha spiegato – ha accettato di collaborare perché ha visto la possibilità di dar vita ad una rete relazionale che permettesse una condivisione di competenze utile per eliminare disagi e fenomeni di isolamento. Del resto – ha proseguito Bovini – questo è stato uno scambio vero e proprio: noi abbiamo messo a disposizione un’antica ricetta italiana, loro ci ripagano cucinando un piatto tipico del proprio paese d’origine”. Scambio, infatti, è la parola chiave dell’iniziativa: di tempo, visto che, come ha sottolineato Broccatelli, “è un progetto a costo zero”, ma anche di natura generazionale. “Queste giovani donne – ha aggiunto Chiara Cantoni – hanno avuto modo di conoscere ricette antiche e tramandate da una generazione diversa dalla propria”. Le dieci donne, infatti, sono state divise in due gruppi e hanno seguito la dimostrazione fatta dalle due volontarie della Banca del tempo. Ma il risultato più emozionante è stato sicuramente vedere la reazione delle donne immigrate. “Abbiamo letto il piacere negli occhi di questa gente – ha affermato Bovini -. Una ragazza, con gli occhi che brillavano, ci ha salutato venendoci incontro e buttandoci le braccia al collo. Da questo gesto, anche il resto del gruppo, dopo un’iniziale soggezione, si è sciolto”. Previste anche altre due giornate culinarie, quelle di venerdì 20 e lunedì 23 aprile, durante le quali si potrà apprendere l’arte della pizza. Insomma, il cibo e l’arte culinaria non solo come strumento per facilitare l’accesso al mondo del lavoro, ma anche come collante e mezzo per creare unità e coesione.

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