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Foligno, relax a luci rosse: arrestata titolare di un centro massaggi

Pubblicato il 11 Maggio 2018 17:44

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Importante risultato conseguito dai carabinieri della compagnia di Foligno nell’ambito dell’attività di prevenzione e repressione dei reati in materia di prostituzione. Ad operare sono stati i militari della stazione di Bevagna in collaborazione con il Nucleo carabinieri ispettorato del lavoro di Perugia i quali, giovedì 10 maggio hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip del Tribunale di Spoleto, nei confronti di una 51enne cinese, ritenuta responsabile di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Le indagini si sono concentrate su un centro massaggi situato in una delle principali arterie di Foligno, dove il relax poteva diventare a luci rosse, come pubblicizzato anche esplicitamente su alcuni noti siti di incontri sul web. Nei vari servizi di osservazione effettuati dai carabinieri, nel corso dei quali sono stati individuati alcuni avventori provenienti da diverse località dell’Umbria e regioni limitrofe, è emerso che questi, oltre al normale massaggio, potevano ricevere dalle massaggiatrici, tutte di nazionalità cinese, un trattamento “particolare”, naturalmente dietro corrispettivo pagamento di una somma variabile dai 20 ai 50 euro a seconda della prestazione. Tutti i proventi, sia dei massaggi che dei trattamenti extra, venivano incassati esclusivamente dalla titolare. Nel corso del blitz i carabinieri, oltre ad accertare in flagranza di reato l’esercizio dell’attività di prostituzione all’interno del centro massaggi, hanno provveduto al sequestro dei locali, del denaro provento dell’attività, dei documenti contabili e del telefono cellulare con il quale venivano gestiti tutti gli appuntamenti con la clientela. Nella circostanza, oltre alla titolare dell’esercizio per la quale sono scattati gli arresti domiciliari, è stata identificata una dipendente, sfruttata e costretta a prostituirsi dalle 10 alle 23 di ogni giorno, orario di apertura del negozio. La titolare è stata inoltre deferita all’autorità giudiziaria per l’inosservanza delle norme di sorveglianza sanitaria dei lavoratori dipendenti.  

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