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Foligno, inaugurato il biodigestore: “I rifiuti saranno una risorsa”

Pubblicato il 30 Maggio 2018 12:46

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L’Umbria ha il suo primo biodigestore. Taglio del nastro mercoledì mattina a Foligno per l’impianto di “Casone”, struttura che raccoglierà i rifiuti organici dei comuni serviti dalla Valle umbra servizi, con uno sguardo anche ai territori limitrofi. L’inaugurazione del biodigestore arriva al termine di un percorso partito nel 2014 e che troverà, entro la fine di quest’anno, l’immissione nella rete di biometano. Già, perché ad entrare in funzione nei prossimi giorni sarà la parte che interessa solo ed esclusivamente il compostaggio. Alla fine dell’estate invece partirà il processo che porterà alla produzione di biogas che si completerà entro dicembre con l’immissione nelle tubature cittadine. La struttura, realizzata da Asja Spa in project financing, è costata 13 milioni di euro (di cui poco meno di 3 da parte della Regione Umbria) e potrà produrre 4 milioni di metri cubi di biometano. “Raggiungiamo un traguardo importante non solamente per il nostro territorio – afferma il sindaco di Foligno, Nando Mismetti -, visto che stiamo arrivando ad una rete regionale di smaltimento dei rifiuti. L’obiettivo è quello di trasformare i rifiuti in risorsa”. Per farlo però, servirà l’aiuto dei cittadini. Per il buon funzionamento di “Casone” infatti, occorre conferire un organico più “puro” possibile. Affinché l’impianto funzioni a pieno regime inoltre, servirà aumentare la quota dei rifiuti da conferire oltre a quelli prodotti nei comuni della Valle umbra sud. “Con questo intervento – sottolinea Moreno Landrini in rappresentanza dell’Auri – si tutela l’ambiente e si creano energie rinnovabili”. A fargli da eco è anche la governatrice dell’Umbria, Catiuscia Marini: “La struttura di Foligno ha più valenze per quella che viene chiamata economia circolare, passando dalla teoria delle direttive sui rifiuti, alla pratica”. Il biodigestore è quindi la chiusura del cerchio? Non per il presidente Vus, Maurizio Salari: “Questa è una partenza e non una chiusura – sottolinea – visto che con questo impianto mettiamo a regime la lavorazione della differenziata. L’organico verrà totalmente lavorato dal biodigestore: solamente una piccolissima parte finirà in discarica”. Per Agostino Re Rebaudengo, presidente di Asja, “l’impianto verrà gestito con entusiasmo e nell’interesse di tutti. La produzione di biometano dall’organico, è la naturale evoluzione della valorizzazione energetica del biogas da discarica”. IL COMITATO – Il percorso che ha portato alla creazione del nuovo impianto folignate è stato seguito con attenzione anche dal comitato di sorveglianza dei cittadini capitanato dal professor Sergio Ciucci. Oltre alla visita alla struttura “gemella” di Faedo, diversi sono stati gli incontri pubblici: “Rinnoviamo la nostra preoccupazione sulla raccolta differenziata, con la speranza che essa venga svolta nel migliore dei modi per il buon funzionamento del biodigestore – spiega il professor Ciucci nel corso dell’inaugurazione -. E’ importante stimolare le giovani generazioni, affinché imparino a differenziare efficacemente. Il vero lavoro della consulta – conclude Ciucci – inizia ora. Controlleremo con il giusto equilibro”. Infine, da parte di Ciucci arriva anche un riferimento all’attualità: “Arrivando a Casone ho visto le bandiere d’Italia – sottolinea – non sarebbe stato male vedere anche quelle dell’Europa, per riaffermare la nostra appartenenza in un momento difficile come questo”.

 

 

Fabio Luccioli
Fabio Luccioli
Direttore di Radio Gente Umbra e Gazzetta di Foligno

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