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Anziani soli, nel folignate sono 3.500: “Studiare nuove soluzioni per il sostegno”

Pubblicato il 4 Giugno 2018 15:52

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Sono circa 3.500 gli anziani soli nel territorio folignate. Un numero decisamente elevato in un territorio, quello della Zona sociale numero 8, che in totale comprende ben 86mila abitanti. Per fronteggiare casi di solitudine ed abbandono, c’è quindi bisogno di “studiare nuove vie, prendendosi cura degli anziani con strutture flessibili e senza nessuna istituzionalizzazione delle soluzioni”. L’appello della Cgil parte proprio da Foligno e prende spunto dall’ultima battaglia portata avanti in ordine di tempo dal sindacato. Il riferimento è alla Casa di riposo di Nocera Umbra che, dopo due mesi di confronto, non rischia più la chiusura. “La nostra battaglia – spiega Filippo Ciavaglia, segretario generale della Cgil di Perugia – nasce da una scelta amministrativa che rischiava di peggiorare la situazione in una fascia, quella appenninica, già gravata da un’economia in difficoltà”. Tutto è partito lo scorso mese di aprile, quando il Comune di Nocera Umbra aveva annunciato di voler spostare a Foligno i dieci ospiti della Casa di riposo. La costituzione di un comitato di cittadini, supportato dal responsabile territoriale della Cgil Mario Bravi, ha così iniziato la mobilitazione per il mantenimento del presidio. Dopo un incontro con il prefetto di Perugia, la vicenda è finita in Regione. Così, dopo la contrattazione, la Casa di riposo non rischia più la chiusura. Alla soluzione-tampone trovata nell’immediato, arriverà poi il sostegno di un bando europeo che dovrebbe garantire la necessaria copertura economica. L’obiettivo finale è quello di arrivare alla creazione di una residenza protetta nel nocerino. “Vogliamo avviare con i comuni umbri una contrattazione territoriale e sociale – sottolinea Filippo Ciavaglia -, con la creazione di un tavolo permanente nel 2019”. Domenica sera il comitato ha festeggiato il mantenimento del presidio nella città delle acque. Alla festa, hanno preso parte anche gli anziani della Casa di riposo. “In poco tempo abbiamo raccolto 1.800 firme e 15mila euro – racconta il responsabile folignate della Cgil, Mario Bravi -. Il Comune inizialmente ha rifiutato il confronto, ma fortunatamente abbiamo trovato una disponibilità sempre crescente nella Regione e nella Usl2”. La Casa di riposo di Nocera Umbra tocca una questione sociale più ampia: “La popolazione si sta invecchiando sempre di più, bisogna quindi capire come affrontare al meglio questa problematica – spiega Bravi -. Non c’è bisogno di mega strutture, ma di far vivere gli anziani nel contesto dove sono sempre stati, attraverso strutture flessibili che possano portare anche ad un’occupazione di qualità”. Per Francesca Coccia, presidente del comitato nocerino in difesa della Casa di riposo, “chiudere la struttura sarebbe stato un grave danno, perché oramai è parte del tessuto sociale cittadino. Grazie – conclude Coccia – a Mario Bravi per aver trovato la soluzione e all’assessore Luca Barberini che in poche ore ha sbloccato la situazione”.

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