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Foligno, è scontro sui campi rom: Filipponi presenta un esposto alla magistratura

Pubblicato il 4 Ottobre 2018 15:48 - Modificato il 5 Settembre 2023 15:36

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“Sarà la magistratura a decidere se e come intervenire”. È quanto dichiarato da Stefania Filipponi che, fa sapere, di aver sottoposto l’intera questione dei campi rom presenti nelle frazioni di Cave e Sant’Eraclio al vaglio della magistratura penale e contabile. Un dovere come consigliere comunale ma anche come cittadina, prosegue, sottolineando come sia arrivato il momento di dire basta a “chiacchiere ed annunci”. L’attacco sferrato è ovviamente all’indirizzo dell’amministrazione Mismetti, chiamata a risolvere la questione. “Ben vengano, seppur tardivamente, i controlli di vicinato – dichiara l’esponente di Impegno civile – ma prima di tutto c’è il rispetto della legalità, altrimenti siamo alle solite scelte di facciata o, forse, di inizio di campagna elettorale”.

Dopo la diffida inviata lo scorso mese di giugno, infatti, la capogruppo di opposizione riporta le risposte fornitegli dal sindaco Mismetti qualche settimana dopo. Risposte che apostrofa come “non esaustive ma fuorvianti e pretestuose”. “Ancora solo parole e promesse – denuncia – ma nessun fatto”. “Per quanto riguarda via della Rotta – spiega Stefania Filipponi – il sindaco comunica l’avvio dell’ennesima procedura con conseguente sopralluogo di cui si ignora l’esito e, soprattutto – attacca – non è dato  sapere se siano stati accertati comportamenti illeciti e quali siano le condizioni igienico sanitarie del sito. Se si vogliono realmente tutelare i minori – sottolinea – deve immediatamente cessare la loro permanenza in un’area degradata e pericolosa per la salute”.

Ma la consigliera di opposizione va anche oltre. “Mismetti afferma che sono state richieste spiegazioni alla società che eroga l’energia elettrica – dichiara – ma alla Valle Umbra Servizi per i rifiuti e, forse, per l’erogazione dell’acqua, sono state inviate richieste?”. Per Stefania Filipponi la situazione è immutata. A questo proposito porta l’esempio di via Ramacciaie dove sarebbe presente, lungo la strada, “un filo senza protezione che, allacciato – si presume abusivamente –   ad un  ‘palo pubblico’,  consente al campo di avere energia elettrica”. L’esponente di Impegno civile parla dunque di situazione ormai intollerabile e punta il dito contro l’amministrazione che, conclude, “con la sua inerzia e una condotta consapevolmente omissiva è corresponsabile degli abusi, ancorché commessi da privati, e crea scientemente situazioni di pericolo e un danno per i propri cittadini”.

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