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Contrasto alla povertà educativa dei minori, a Foligno un “villaggio” per grandi e piccini

Pubblicato il 12 Dicembre 2018 16:53

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“Per crescere un bambino ci vuole un villaggio”. Trae spunto da un antico proverbio africano un nuovissimo progetto di contrasto alla povertà educativa minorile che interessa anche Foligno. Iniziativa intitolata proprio “Un villaggio per crescere”, che ha come obiettivo quello di garantire un’offerta educativa di qualità a tutte quelle famiglie che hanno bambini di età compresa dagli zero ai sei anni. Capitanata dal Centro salute per il bambino, nel territorio folignate l’iniziativa è stata sposata dal Comune in collaborazione con la cooperativa “La Locomotiva” e l’associazione “L’ombrello di Noè”. Questo nuovo approccio alla formazione fa seguito ad altre importanti esperienze che arrivano dal Centro per la salute del bambino e che negli anni hanno coinvolto anche Foligno: è il caso del programma Nati per leggere. “La formazione è diventata sempre più difficile ed investire su un’età sempre più precoce serve per ovviare all’imbarbarimento della nostra società” spiega Rita Barbetti, vicesindaco di Foligno. Il progetto inizierà dall’asilo nido di Borroni, che il sabato mattina dalle 8.30 alle 13 e due pomeriggi a settimana (lunedì e mercoledì dalle 17 alle 19) si trasformerà in un vero e proprio villaggio per i bambini ed i loro genitori. “Non è uno di quei progetti che rimane solo sulla carta – sottolinea Cristina Ercolani, dirigente dell’Area cultura e formazione del Comune -, ma sarà un momento in cui i bambini si troveranno di fronte ad importanti occasioni di crescita”. Dopo Foligno, il progetto interesserà anche Preci, Norcia e Cascia. Nell’asilo di Borroni saranno una trentina i bambini che potranno essere accolti, con la struttura che diventerà un luogo d’incontro dove poter condividere esperienze e far passare insieme del tempo a genitori e bambini. Le ore a disposizione serviranno a promuovere lo sviluppo cognitivo e socio-relazionale dei piccoli, rafforzando le competenze genitoriali degli adulti. A dirigere le attività saranno due operatrici qualificate, che utilizzeranno metodi di coinvolgimento adatti anche a quei bambini con difficoltà linguistiche o di comunicazione. Piccoli e grandi insieme potranno ascoltare, leggere, giocare e svolgere diversi tipi di attività, come ad esempio piantare e osservare quello che nasce dalla terra. “E’ dimostrato che intervenire presto su un bambino cambia il suo percorso di vita – sottolinea la pediatra Mariolina Frigeri -. Se cambiamo l’inizio della storia, cambiamo tutta la storia, aiutando le famiglie e quindi la comunità a diventare consapevoli del proprio ruolo”. In questa sua prima fase, il progetto durerà tre anni e sarà totalmente gratuito per le famiglie. “Non sarà né un asilo per i piccoli e nemmeno una scuola per i genitori – precisa Stefano Filippucci de La Locomotiva – lo scopo è quello, attraverso linguaggi, far scoprire nuovi modi di comunicare emotivamente grandi e piccoli”. Sabato mattina è in programma un taglio del nastro “speciale”, visto che l’inaugurazione del progetto non sarà fine a se stessa, ma si inizierà a lavorare da subito con i primi laboratori.

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