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Foligno, presenze da Toscana, Marche e Lazio per il Festival di medicina

Pubblicato il 7 Ottobre 2019 17:32 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:30

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Chiude con un bilancio positivo la seconda edizione del Festival di medicina tradizionale a cui ha fatto da sfondo la città di Foligno nel corso del fine settimana che si è appena concluso. A tirare le somme della due giorni, anticipata da un’anteprima nella giornata di venerdì 4 ottobre, è stato il presidente della segreteria scientifica del Festival, Domenico Delfino, che ha espresso massima soddisfazione per i risultati raggiunti. Promosso dal Dipartimento di medicina dell’Università degli Studi di Perugia, attraverso il Corso di Laurea in Infermieristica, sede di Foligno, il Festival ha infatti visto presenze in aumento rispetto ai numeri già positivi fatti registrare nel 2018. Un incremento di richieste che ha reso necessario l’inserimento di nuovi appuntamenti e orari di durata più lunghi rispetto al previsto. “Abbiamo registrato molte presenze da Toscana, Marche, Lazio e alta Umbria – ha proseguito Delfino, più le presenze cittadine”. Tra loro esperti, ma anche semplici appassionati o curiosi. “I semi che abbiamo lanciato nel 2017 con l’anteprima e lo scorso anno con la prima vera edizione – ha sottolineato – stanno dando i loro frutti. Il pubblico è stato sempre presente e costante, sia se parliamo di cosiddetti ‘tecnici’, sia se guardiamo al grande pubblico”. Bene, dunque, tanto la parte legata all’approfondimento scientifico-didattico con le conferenze ospitate a palazzo Trinci, quanto i workshop e le attività pratiche a cui ha fatto da sfondo palazzo Candiotti. Un successo che ha lasciato molto entusiasmo anche tra i relatori, arrivati da tutta Italia ma anche dall’estero. Ospiti che hanno avuto modo di vivere Foligno, manifestando il loro apprezzamento per una città accogliente e bella. Insomma, il Festival di medicina tradizionale ha vinto e convinto tutti. Al punto che il professor Delfino e tutti i collaboratori, stanno già pensando al prossimo anno, con tanti altri nuovi relatori, qualche novità e magari ipotizzando una durata maggiore o diversamente organizzata per rendere il Festival 2020, sempre più fruibile e partecipato nella città. “Si tratta di una manifestazione molto dispendiosa sia economicamente, per l’Amministrazione Universitaria che la finanzia interamente, sia in termini di forza lavoro – hanno concluso gli organizzatori -, ma vedremo come inserire una terza giornata”.

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