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Foligno, studenti in corteo contro la violenza sulle donne. La storia di una mamma: “Denunciate”

Pubblicato il 26 Novembre 2019 17:18 - Modificato il 5 Settembre 2023 14:20

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Dire “no” alla violenza sulle donne già da giovani. E’ con questo spirito che Foligno ha lanciato un forte messaggio contro abusi, angherie ed ingiustizie. A farlo sono stati i giovani studenti della città, che martedì hanno vissuto una mattinata decisamente speciale. A partire dall’emozionante spettacolo all’auditorium “San Domenico”, dove le giovani generazioni hanno potuto rappresentare sul palco le loro emozioni e le loro sensazioni rispetto ad una tematica quantomai attuale. Poi tutti verso viale Mezzetti, per abbracciare idealmente la panchina rossa che testimonia la volontà di Foligno nel combattere la violenza sulle donne.

Prima però, la toccante testimonianza di Roberta. Una donna, una mamma che ha avuto il coraggio di denunciare e che ora incontra gli studenti per raccontare la sua storia. “Il coraggio di dire basta si trova quando noi donne stiamo veramente rischiando di morire sotto le mani del nostro carnefice – spiega Roberta -. Magari ci vogliono anni, ma c’è sempre il tentativo di cambiare noi stesse o i nostri compagni. Quando vediamo che non riusciamo a farlo, si decide di rompere o almeno ci si prova”. Raccontare la propria storia di sofferenza non è sicuramente facile, ma per Roberta è indispensabile affinché certe situazioni non si verifichino più: “Ho raccontato la mia storia principalmente per tutte le donne, perché alcune di loro non hanno il coraggio di denunciare – racconta Roberta, contattata per l’occasione dal consigliere comunale Luciana Collarini che ha fatto da tramite -. Anche tra i giovani ci sono casi di violenza e anche a loro dico di iniziare ad interrogarsi su queste tematiche. Un altro motivo che mi ha spinto a parlare è anche l’amore per i miei figli, perché loro si meritano che la nostra storia sia d’esempio per qualcun’altra”.

In viale Mezzetti gli studenti hanno ascoltato alcuni testi interpretati da Valter Romagnoli, prima di poggiare sulla panchina un paio di scarpe rosse. La decisione di celebrare la Giornata contro la violenza sulle donne con un giorno di ritardo non è un caso. Già, perché l’amministrazione comunale ha voluto rendere protagonisti proprio i giovani. “Lunedì ci sono state le elezioni dei rappresentanti d’istituto – afferma Paola De Bonis, assessore all’istruzione – e visto che crediamo che la scuola debba avere un ruolo importantissimo per una rivoluzione civile, era importantissimo che proprio i ragazzi fossero i protagonisti di questa ricorrenza. Bisogna dire basta alla violenza e all’indifferenza: gli studenti hanno lanciato un’ondata di energia e di legalità, cercheremo di realizzare sempre più iniziative di questo tipo per sensibilizzare le loro coscienze”.

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