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Umbria, a Pasqua e Pasquetta tutto chiuso: dai supermercati ai negozi di vicinato

Pubblicato il 9 Aprile 2020 16:33 - Modificato il 5 Settembre 2023 13:53

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Niente spesa dell’ultimo minuto a Pasqua e Pasquetta. Nei giorni di domenica 12 e lunedì 13 aprile, infatti, le saracinesche delle poche attività rimaste aperte in queste settimane di Coronavirus saranno abbassate. Lo ha deciso la presidente dell’ Umbria, Donatella tesei, che ha firmato un’apposita ordinanza valida su tutto il territorio regionale. Chiusi, quindi, sia i negozi di vicinato che le medie e grandi strutture di vendita, fino ad arrivare ai centri commerciali. Le uniche attività che saranno aperte saranno, ordinanza alla mano, le farmacie, le parafarmacie e le edicole. Queste ultime due categorie, però, solo a patto che si trovino in locali indipendenti e non, ad esempio, all’interno di centri commerciali.

Questa, dunque, la decisione presa da Donatella Tesei che nelle ultime ore è intervenuta anche su un altro fronte, quello delle misure di aiuto di Stato a sostegno dell’economia dopo l’approvazione, il 19 marzo scorso, della comunicazione sul quadro temporaneo da parte della Commissione europea. Per la presidente dell’Umbria “occorre alleggerire la burocrazia ed evitare appesantimenti anche rispetto al monitoraggio”, ma non solo. Importante anche che si agisca “con urgenza, perché – ha sottolineato – la crisi economica, dovuta al protrarsi del blocco di attività che non possono riaprire senza un debito sostegno, sta già dispiegando i suoi effetti. La Conferenza delle Regioni – ha quindi spiegato Donatella Tesei, che ne coordina la commissione Affari europei – ha già sollecitato il Governo, presentando anche una propria proposta, per migliorare e snellire la procedura, considerando  anche che le opzioni derivanti dalla decisione della Commissione europea sono temporanee e scadranno il 31 dicembre e molti Stati membri hanno già attivato molteplici misure”.

Secondo quanto sottolineato dalla presidente, poi, “l’attivazione di queste misure può avvenire esclusivamente a seguito di specifica notifica alla Commissione Europea che dimostri come lo Stato membro intenda operare per garantire la conformità dei finanziamenti alle imprese rispetto al nuovo quadro temporaneo europeo. Per questo motivo – ha concluso – chiediamo una ‘notifica unica statale’ alla Commissione relativa ad un quadro nazionale per le misure di aiuto al fine di dare attuazione ad ogni livello istituzionale di pubblica amministrazione concedente (Regioni e non solo) alle nuove possibilità di accordare aiuti ai sensi del temporary framework nel più breve tempo possibile”.

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