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Vaccino anti Covid, le prime 16mila dosi potrebbero arrivare in Umbria a inizio gennaio

Pubblicato il 17 Dicembre 2020 16:57 - Modificato il 5 Settembre 2023 13:00

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Se il via libera da parte dell’Agenzia europea per il farmaco al vaccino della Pfizer BionTech arriverà il 21 dicembre così come ipotizzato, entro i primi giorni di gennaio potrebbero arrivare in Umbria le prime 16.308 dosi. Lo ha detto il commissario straordinario all’emergenza Covid, Antonio Onnis, intervenendo giovedì 17 dicembre nel consueto incontro settimanale.

Dosi che verranno smistate nelle farmacie interne agli ospedali di Perugia, Terni, Foligno e Città di Castello e che serviranno per la vaccinazione, in prima battuta, di operatori sanitari e sociosanitari, degli ospiti delle Rsa e di cittadini di età superiore agli 80 anni. Due le somministrazioni a cui dovranno sottoporsi coloro che volontariamente decideranno di vaccinarsi, a distanza di circa 21 giorni l’una dall’altra. Prevista una copertura possibile fino ad un tasso di adesione del 90 per cento.

Esaurita questa prima fase, definita “Modello freeze” in virtù delle peculiarità del vaccino della Pfizer BionTech, si passerà alla seconda, ossia quella che prevede l’arrivo delle dosi prodotte dalle altre aziende, che richiedono sistemi di conservazione differenti, il cosiddetto “Modello cold”. Come sottolineato dal commissario Onnis, infatti, sono sei i produttori da cui l’Italia acquisterà il vaccino. “Non c’è ancora una data di autorizzazione per le altre aziende – ha commentato al riguardo -, ma tutte si sono dette pronte. Per cui, verosimilmente, se l’ok dovesse arrivare a gennaio, da febbraio potrebbero arrivare le nuove forniture”.

Forniture che permetteranno via via di ampliare la platea di cittadini che potranno avere accesso al vaccino. Il piano prevede, infatti, un secondo gruppo di soggetti, ossia gli over 60, persone con comorbidità severe, immunodeficienze o fragilità, fasce a rischio elevato di malattie gravi o morte e gli insegnanti ed il personale scolastico ad alta priorità. Il terzo step riguarderà, invece, il personale scolastico rimanente, lavoratori dei servizi essenziali, gli ospiti di carceri e luoghi di comunità e persone con comorbidità moderata. Infine, la popolazione restante. Numeri che richiederanno l’attivazione su tutto il territorio umbro di punti vaccinali oscillanti tra i 16 e i 20.

“Non deve però passare il messaggio che una volta arrivato il vaccino si potrà da subito stare tranquilli” è stato il monito del commissario Onnis, che ha aggiunto come “la campagna vaccinale farà vedere i suoi effetti di immunità di comunità tra diversi mesi”. “È necessario – ha quindi concluso – che i cittadini continuino ad adottare tutte le misure necessarie per evitare la diffusione del virus, a partire  dal  distanziamento sociale, dall’uso della mascherina e dal mantenere l’abitudine di lavare frequentemente le mani”.   

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