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Ritorno a scuola: parola alle dirigenti degli istituti di Foligno

Pubblicato il 18 Dicembre 2020 11:28 - Modificato il 5 Settembre 2023 13:00

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Sul ritorno in classe delle superiori dopo le feste, le dirigenti delle scuole folignati condividono la stessa posizione. Quella, cioè, di puntare sulla didattica in presenza tra 50 o 75 per cento piuttosto che sugli ingressi scaglionati. A poche settimane dal rientro in aula, il dibattito tra istituzioni – che avanzano quest’ultima ipotesi – e mondo scuola, è ancora aperto.

L’ultimo round si è consumato ieri, giovedì 17 dicembre , sul tavolo della prefettura a Perugia: un confronto ancora intelocutorio e che non ha portato verdetti definitivi. Di fatto, però, è stata bocciata la proposta dei rappresentati scolastici della Dad al 50%. Prefettura e Regione, che vogliono la presenza al 75% come da Dpcm, sono, infatti, ferme sui diversi orari di ingresso e di uscita, anche pomeridiani. Magari con un potenziamento della rete di trasporti così da garantire la capienza all’interno comunque al 50%. 

“La cosa migliore è la Dad al 50 per cento – dice a Rgu la dirigente dell’Istituto professionale “Orfini”, Maria Rita Trampetti – perché orari differenziati comportano difficoltà per gli studenti, da tutta l’Umbria, che tornerebbero tardi a casa per studiare. Non contando poi – aggiunge – le difficoltà organizzative legate ad un eventuale servizio mensa”. Secondo Trampetti, ad oggi servono prudenza e buon senso. “Quando la curva dei contagi si abbasserà – conclude – allora si potrà procedere ad un’estensione della didattica in presenza”.

“Rientrare in sicurezza e con l’idea di proseguire”. Questo il monito lanciato dalla titolare del liceo classico “Frezzi”, Rosella Neri. La stessa che a Rgu ha bollato l’ipotesi degli ingressi scaglionati come “una sciagura”, con orari da rifare completamente in tempi stretti e docenti che lavorano in scuole anche di altre città. “Tenere gli studenti in classe dalla mattina al pomeriggio – prosegue Neri – comporterebbe, oltre che un loro prevedibile scarso impegno una volta a casa, numerosi problemi organizzativi, dal servizio di accoglienza al riscaldamento degli ambienti”. Per la dirigente, ok alla didattica al 75% purché ci si la garanzia di doppie corse dei trasporti. “La scuola è sicura e tanto ha fatto anche in estate – conclude –, ma sovente il problema sono gli assembramenti all’esterno”.

Analoga la posizione della dirigente dell’Istituto tecnico economico “Scarpellini”, Federica Ferretti. “Già da settembre la scuola era pronta con protocolli interni, uscite ed entrate separate – afferma la professoressa Ferretti -. Il punto di riferimento è il Dpcm con la riapertura al 75%, ma capiamo che siamo ancora in una situazione di emergenza e non ci sono certezze per una decisione a lungo termine. Vogliamo riportare i ragazzi in presenza, ma sempre in sicurezza. Al momento – conclude – il diritto allo studio deve fare i conti con il diritto alla salute. Importante è la partita sui trasporti: sappiamo che le decisioni da prendere non sono facili”.

Didattica al 75% ideale anche per la preside del liceo scientifico “Marconi”, Paola Sebastiani, con condizioni, però, idonee. “L’auspicio – sottolinea – è mantenere gli orari già esistenti, senza un’eccessiva decurtazione della didattica, condita da un corretto funzionamento del sistema di trasporti e tracciamento”. Di fatto, anche per Sebastiani, c’è il rischio che i doppi turni limitino lo studio degli alunni.

 

Ha collaborato Fabio Luccioli

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