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Dalla scuola al lavoro: il progetto “Hephaistos” trasforma la disabilità in professionalità

L’iniziativa ha coinvolto due ragazzi folignati, Stefano e Rebecca, impegnati in un corso per diventare operatori della ristorazione. Il modello è stato proposto in via sperimentale ma nei prossimi anni l’obiettivo è di coinvolgere più studenti possibili

Pubblicato il 13 Maggio 2026 12:51 - Modificato il 13 Maggio 2026 12:52

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Trasformare la disabilità in un percorso di alta professionalizzazione fondato sulle competenze e sulla valorizzazione delle inclinazioni personali degli studenti. Questo l’obiettivo del progetto “Hephaistos – Il diritto al lavoro attraverso il merito”, che in via sperimentale ha coinvolto due ragazzi di Foligno, Stefano e Rebecca. Studenti che nel corso degli anni scolastici 2024/2025 e 2025/2026, hanno frequentato il corso per operatore della ristorazione per 180 ore all’anno, acquisendo competenze concrete che potranno integrare con altre 180 ore di formazione il prossimo anno scolastico, raggiungendo un totale di 540 ore formative nel triennio.

Il progetto, nello specifico, è stato pensato per offrire agli studenti con disabilità certificata ai sensi della legge 104, accompagnati dagli insegnanti di sostegno, un percorso formativo a loro scelta per diventare operatori della ristorazione, elettricisti, termoidraulici, saldatori riduttivi, ma anche per acquisire competenze professionali nell’area meccanica industriale e nel settore auto e moto. Competenze da acquisire all’interno dei Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento, ex alternanza scuola-lavoro).

Un’iniziativa portata avanti grazie alla sinergia tra la Regione Umbria, l’ente di formazione Cnos-Fap, il liceo classico “Frezzi” e l’Istituto tecnico tecnologico “Da Vinci” di Foligno, presentato nella sala polifunzionale della Presidenza del Consiglio dei ministri a Roma. Un modello di inclusione “che mette al centro il valore di ogni persona – come evidenziato in apertura dal ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli – ed è quindi in linea con la riforma per la disabilità”. Locatelli si è poi complimentata con tutti coloro che hanno lavorato per la sua attuazione aggiungendo come si tratti di un percorso “che potrebbe diventare un modello per tutta Italia, anche perché ha saputo fare rete tra scuole, territorio e associazioni”.

Presente anche la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti che ha evidenziato come l’Ente regionale si impegni “tutti i giorni per l’affermazione dei diritti dei ragazzi e delle ragazze, delle persone con disabilità. E lo fa anche nel campo dell’istruzione e del lavoro – ha detto -, anche grazie all’Arpal, che insieme alla scuola ha elaborato un progetto che è già un modello esportabile in altri territori e replicabile a livello nazionale”.

Cuore del progetto quello di permettere alle persone con disabilità di inserirsi “dopo la scuola anche nel mondo del lavoro. Ma sono belli – ha aggiunto – anche i percorsi che questi ragazzi intraprendono e vivono ogni giorno, rapportandosi con il lavoro. Se la nostra Repubblica è fondata sul lavoro, come recita la Costituzione, il lavoro è un diritto di tutti, nessuno escluso, e tutti dobbiamo fare la nostra parte: istituzioni, scuola e imprese”. Come sottolineato sempre dalla presidente, la Regione è “impegnata con ‘Umbria per tutti’, il piano di azioni per la promozione e l’attuazione dei diritti delle persone con disabilità”. Strumento per “’costruire’ città e comunità veramente inclusive”.

Con “Hephaistos” è stato possibile individuare il gap “che troppo spesso esiste tra la fine della scuola e l’inserimento nel mondo del lavoro – è intervenuta la presidente dell’Osservatorio regionale sulla condizione delle persone con disabilità, Bianca Maria Tagliaferri –. E da qui è nato un impegno concreto delle istituzioni e delle imprese”. Un progetto che ha dato voce “al futuro di questi ragazzi e dimostra come si possano costruire percorsi innovativi di vita e di lavoro per tutti”.

Attualmente a prendere parte al progetto sono stati due ragazzi, ma l’obiettivo è quello di ampliare la platea di studenti beneficiari quanto più possibile, come comunicato dagli organizzatori, nei limiti dei numeri sostenibili, e attivare un anno di formazione aggiuntiva, al termine del triennio, per permettere ai ragazzi di acquisire maggiori competenze spendibili nel mondo del lavoro. Gli studenti già coinvolti nella sperimentazione “hanno vissuto due anni scolastici proficui e preziosi – è stato detto nel corso della conferenza romana – e hanno potuto constatare quanto l’ente di formazione scelto, il Cnos-Fap, abbia offerto alte competenze in un contesto di inclusione e grande umanità”.

“Hephaistos” si inserisce nel percorso regionale di attuazione del decreto legislativo 62/2024 sulla riforma della disabilità e del “Progetto di Vita” dettagliato dell’articolo 26, basato su personalizzazione, partecipazione e integrazione sociosanitaria.

Illustrati nel corso della presentazione del progetto alcuni dati della Direzione sanitaria regionale, che confermano la crescente necessità di rafforzare percorsi inclusivi e professionalizzanti: nell’anno scolastico 2023-2024 gli alunni con disabilità nelle scuole italiane hanno raggiunto quota 359mila, con un incremento del 26% negli ultimi cinque anni, mentre sono 153mila gli studenti che necessitano di assistenza per l’autonomia e la comunicazione.

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