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Foligno, trovata pergamena scritta da Dante: all’interno l’originale ricetta della rocciata

Pubblicato il 1 Aprile 2021 07:49 - Modificato il 5 Settembre 2023 12:38

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Una scoperta sensazionale. E’ quella avvenuta a Foligno nelle scorse ore dove, all’interno di uno storico edificio del centro, è saltata fuori un’antica pergamena datata 1472. Per i più attenti non una data come le altre. Già, perché in quell’anno a Foligno venne stampata la prima copia della Divina Commedia. Ma, sorpresa nella sorpresa, la pergamena è scritta e firmata proprio da Dante Alighieri. Il sensazionale ritrovamento è stato fatto nel corso di alcuni lavori di ristrutturazione di un locale in piazza San Domenico. Ad eseguirli Paolo Berti, imprenditore e ristoratore cittadino, che non ha creduto ai suoi occhi di fronte alla scoperta. “Stavamo scavando un pavimento del Novecento all’interno di un edificio che ha però molti più anni alle spalle. Ad un certo punto – racconta Berti, contattato dalla redazione di Rgunotizie – è saltata fuori una vecchia cassetta di legno. Al suo interno questa pergamena che portava la firma di Durante di Alighiero degli Alighieri. Sembrava di vivere in un sogno: davanti a me avevo un manoscritto di Dante Alighieri”. Ma lo stupore dell’imprenditore non si è fermato qui. La storica missiva, scritta nel giugno del 1472, riportava i ringraziamenti del Sommo Poeta a Foligno per aver dato alla luce la prima copia della Divina Commedia. Non solo, di suo pugno Dante ringraziava Emiliano Orfini – illustre folignate che disegnò le lettere per la stampa – per “lo dono dello dolce dell’arrocciata”, con la minuziosa descrizione degli ingredienti. Insomma, siamo di fronte alla prima ricetta codificata della famosa rocciata di Foligno. E proprio Dante Alighieri potrebbe mettere fine all’annosa diatriba che divide la città: la rocciata deve essere fatta con o senza alchermes? La risposta è nella pergamena scritta dal pugno di Dante: il dolce simbolo di Foligno non prevedeva l’utilizzo del liquore. Ma c’è di più. L’Umbria infatti sembra aver affascinato il Sommo Poeta non solo per le sue bellezze paesaggistiche. Nel famoso undicesimo canto della Divina Commedia, Alighieri descrive i fiumi Topino e Chiascio, Nocera Umbra e Assisi. Nella lettera scritta all’Orfini invece, vengono elogiati i pinoli dei Canapè, che per lo scrittore fiorentino esaltano ancora di più la bontà della rocciata. Insomma, per Foligno non poteva esserci modo migliore per celebrare il settecentennale dalla morte di Dante Alighieri.

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