Altri sette sanitari dell’Usl Umbria 2 sono stati sospesi dopo essersi rifiutati di sottoporsi alla vaccinazione contro il Covid-19. I nuovi provvedimenti da parte dei vertici dell’azienda sanitaria locale sono stati adottati nella giornata di giovedì 9 settembre e riguardano cinque dipendenti e due medici convenzionati. Nel dettaglio si tratta di due infermieri, un tecnico radiologico, un assistente sanitario, un tecnico di laboratorio e – come detto – due medici del servizio di continuità assistenziale (ex guardia medica). Non si tratta, però, dei primi sanitari “no vax” nei confronti dei quali sono stati presi provvedimenti sospensivi. Già lo scorso 13 agosto, infatti, la stessa procedura era stata adottata per altri dipendenti dell’Usl Umbria 2. Anche in quel caso sette lavoratori tra infermieri ed operatori sociosanitari. In entrambi gli episodi, lo stop al servizio è scattato sulla base della violazione dell’articolo 4 del decreto legge 44 del 2021, relativo cioè alla mancata osservazione dell’obbligo vaccinale per il personale sanitario.
In totale erano stati 28 i sanitari dell’Usl Umbria 2 che si erano rifiutati di sottoporsi alla vaccinazione per volontà personale e non per motivi di altra natura. Venti quelli operativi nei distretti di Foligno, Spoleto e Valnerina, otto invece a Terni. Il “censimento” aveva preso il via all’inizio del mese di giugno, quando l’Usl Umbria 2 aveva inviato 1.700 Pec a quegli operatori che non risultavano ancora vaccinati su segnalazione e in base all’elenco fornito dalla Regione Umbria. Era stata effettuata quindi una prima scrematura, che aveva permesso di depennare dall’elenco tutta una serie di soggetti, come – ad esempio – sanitari andati in pensione o in servizio fuori Umbria, sottoposti a vaccinazione in altre regioni, ex Covid o in attesa della seconda dose. O, ancora, con patologie o allergie tali da rendere sconsigliata la somministrazione del vaccino o donne in stato di gravidanza o di allattamento. Ristretto il cerchio, l’Usl Umbria 2 era dunque passata alla seconda fase, con l’invio di altre 500 lettere ad altrettanti sanitari non rientranti nelle categorie “depennate” e con le quali si invitava i destinatari a procedere con la vaccinazione entro dieci giorni dalla data di ricezione della comunicazione.



















