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Chiusura banca, Vescia non molla la presa: “Anziani più penalizzati”

Pubblicato il 9 Ottobre 2021 13:06 - Modificato il 5 Settembre 2023 11:46

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Cittadini ed associazioni non smettono di far sentire la propria voce in merito alla chiusura dello sportello bancario di Vescia. Un dissenso, quello ormai da settimane montato nella frazione folignate, ribadito nella mattinata di sabato in occasione di una conferenza indetta proprio da una squadra di associazioni del territorio. La stessa che, lo ricordiamo, lo scorso 21 agosto aveva inviato una missiva ai vertici territoriali di Banca Intesa Sanpaolo per dire “no” alla chiusura della filiale. Chiusura che avrebbe gravemente danneggiato la comunità di Vescia e non solo, colpendo duramente tessuto sociale ed economico. Da allora non sembrano esserci state grosse aperture del Gruppo, che anzi, “a fronte di una decisione aziendale ormai presa – è stato detto durante la conferenza – continua dritto sulla sua strada”. Una strada da cui già si vede il segnale di “stop” alla filiale, giacché, stando a quanto si apprende, lo sportello di Vescia potrebbe chiudere i battenti già dalla prossima settimana.

CIRCOLO N.6 PD – “Noi avevamo richiesto quantomeno il rinvio della chiusura – spiega Rita Zampolini del Circolo n.6 del Partito Democratico – anche per permettere alla comunità di ‘digerire’ la cosa. Ad oggi però – continua – non abbiano neanche certezze sulla permanenza del bancomat”. Zampolini, che ricorda storia ed importanza strategica dell’ufficio bancario, pone inoltre l’accento sulle conseguenze sociali. “Con la chiusura – sottolinea a Rgunotizie – verrebbe meno il rapporto umano tra utente e professionista, e questo penalizzerebbe soprattutto le persone anziane che verosimilmente hanno meno dimestichezza con i servizi bancari online. Saranno loro quelli maggiormente penalizzati – aggiunge –, costretti anche a spostarsi in altre filiali del territorio. Come associazioni – conclude Zampolini – continueremo a richiamare l’attenzione sulla vicenda e valuteremo altre mosse”. Sempre Zampolini, che ricorda contestualmente anche la paventata chiusura della filiale di Sportella Marini, spiega come il team di associazioni abbia mandato una lettera al sindaco Zuccarini e alla sua squadra di governo senza però ricevere risposta alcuna. “Disponibilità – dichiara – è invece arrivata da Pd, PattoXFoligno e Foligno 2030”.

ASSOCIAZIONE VALLE DEL MENOTRE – Anche l’associazione Valle del Menotre ribadisce come la chiusura della banca danneggi gravemente la zona, dopo anche la questione di via Campagnola. Chiara la posizione del presidente Mauro Bocci. “Azioni come questa concorrono al depauperamento del territorio – sottolinea -, noi continueremo a combattere ma siamo difronte ad un problema di difficile risoluzione”. Il numero uno dell’associazione, speiga poi ai microfoni di Rgu come la chiusura dello sportello inciderebbe pesantemente anche sull’offerta dei servizi rivolta ai turisti, vista anche la vicinanza a Rasiglia. Allo stesso modo, per Bocci, non è da sottovalutare nemmeno il possibile aumento della criminalità. “L’anziano che non si fida della gestione bancaria online e magari lascia i soldi in casa – evidenzia – fornendo un’occasione ghiotta per ladri e malintenzionati”.

SINDACATI – Presenti all’incontro anche le rappresentanze sindacali di categoria, le stesse che hanno e stando fornendo supporto alle associazioni nella battaglia alla chiusura. Per loro, occorre coinvolgere le istituzioni a tutti i livelli. “Quando queste grandi realtà aziendali prendono delle decisioni è complesso fare qualcosa – dicono -. La dilazione dei tempi di chiusura serve a poco, bisogna spingere ancor di più affinché anche la politica comprenda il suo ruolo di soggetto mediatore”. Nell’annoverare possibili strategie, come anche interloquire con altri istituti di credito quali le banche di credito cooperativo (Bcc), le sigle ribadiscono la necessità di far capire a Banca Intesa come sia pericoloso abbandonare in questo modo la comunità. Intanto, martedì i sindacati siederanno al tavolo della seconda commissione consiliare di Foligno per portare di nuovo la vicenda all’attenzione di palazzo Orfini Podestà.

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