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Casi Covid in calo in Umbria, che si conferma però maglia nera per ricoveri ordinari

Pubblicato il 5 Maggio 2022 10:02 - Modificato il 5 Settembre 2023 11:03

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Contagi Covid e pressione sugli ospedali in calo in Italia nell’ultima settimana. Lo dice la Fondazione Gimbe che, dal 27 aprile al 3 maggio, rileva nel Bel Paese diminuzioni dell’8,9% dei nuovi casi che tornano sotto quota 400mila, del 10,5% delle terapie intensive e del 6,1% dei ricoveri ordinari. E mentre scendono anche i decessi del 7%, i contagi passano, nel dettaglio, dai 433.321 della settimana precedente ai 394.945 rilevati da Gimbe nel più recente report. In discesa anche il computo degli attualmente positivi che toccano quota 1.199.960. A fare da contraltare a questi cali, però, la sostanziale stand by di chi ha ricevuto almeno una dose di vaccino e di chi ha completato il ciclo vaccinale.

Volgendo lo sguardo all’Umbria, i dati dell’istituto presieduto da Nino Cartabellotta la inseriscono tra il folto gruppo di regioni con nuovi casi in calo. Gruppo che non comprende, in particolare, Friuli Venezia Giulia (+5%), Lombardia (+0,7%) e Piemonte (+7,4%). Nel Cuore verde d’Italia i nuovi casi sono invece scesi dell’11,8% e gli attualmente positivi per 100mila abitanti si fermano a 1.313, sotto la media nazionale di 2.012. Numeri Gimbe alla mano, poi, solo in cinque province l’incidenza supera i mille casi per 100mila abitanti. Tra questa ristretta platea non rientrano le due umbre, che anzi offrono parametri in calo. Nell’ultima settimana in nuovi casi per 100mila abitanti a Perugia sono stati 801 con un calo dell’11,4%, a Terni, invece, se ne sono contati 698, giù del 12,1%.

Ma la voce “pressione ospedali” non sorride all’Umbria, soprattutto per quanto riguarda i ricoveri in area medica. Ancora una volta, infatti, nessuna regione fa peggio della nostra per saturazione dei posti letto: al 33,2% nelle strutture sanitarie umbre e più del doppio della media nazionale ferma al 15%. Diversa la questione terapie intensive, occupate al 5,8% e comunque sopra al dato italiano del 3,9%.

Quanto ai vaccini, Gimbe parla di quarta dose al ralenti in Italia, con solo 133mila somministrazioni a immunocompromessi e meno di 250mila agli altri fragili. Nella prima fattispecie, il tasso di copertura vaccinale con quarta dose in Umbria è il quinto migliore dello Stivale con un valore del 24,6 percento. Meglio solo Piemonte, Valle D’Aosta, Emilia Romagna e Provincia autonoma di Bolzano mentre il dato medio nazionale è fermo al 16,9%. Umbria che invece si piazza dal lato opposto della classifica per copertura vaccinale con quarte dosi riservate a over 80, fragili tra 60 e 79 anni ed ospiti delle Rsa. Il Cuore verde d’Italia è infatti penultimo con l’1,7%, sopra solo alla Calabria con 1,6% e ben distante dalla media nazionale del 5,6%.

“Tutti gli indicatori – commenta il presidente Gimbe – sono in una fase di plateau con live tendenza discendente. Tuttavia – aggiunge Cartabellotta – la circolazione del virus rimane molto elevata oltre che ampiamente sottostimata. Per questo – conclude -, indipendentemente da obblighi e raccomandazioni, rimane fondamentale continuare ad utilizzare le mascherine al chiuso”.

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