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Legambiente su Variante sud: no all’attuale progetto, sì alla partecipazione

Pubblicato il 12 Dicembre 2022 09:42 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:23

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A Foligno si continua a parlare di “Variante sud”. Questa volta a prendere posizione è il locale circolo di Legambiente che, in una nota sottoscritta anche da Legambiente Umbria, esprime la sua ferma contrarietà al progetto di quella strada che, attraversando diverse frazioni folignati, andrebbe a collegare la zona industriale di Sant’Eraclio a quella della Paciana. Alla base del secco “no” arrivato dall’associazione ambientalista ci sono almeno due motivazioni: da una parte “l’eccessivo impatto ambientale del progetto per il territorio” e dall’altra “l’inutilità dello stesso progetto in termini di obiettivi per i quali viene concepito”. Sì, perché secondo Legambiente Foligno e Valli del Topino, la soluzione proposta non servirà a decongestionare il traffico cittadino. “Ad oggi, a fronte della sempre più urgente necessità di ripensare l’organizzazione delle città a partire dalla mobilità – osserva quindi il circolo presieduto da Marco Novelli -, questa ennesima opera faraonica sembra spropositata rispetto alle esigenze di una comunità comunque non in crescita”. Nella sua analisi, il circolo evidenzia come il progetto della “Variante sud” sia in contraddizione rispetto alla “necessità di attuare un approccio ecosistemico”, che premi ed incentivi cioè la mobilità alternativa piuttosto che quella del veicolo privato. Insomma, per Legambiente, “cementificazione, consumo di suolo e quindi l’ennesima strada, tra l’altro con elevati costi di manutenzione”, non possono e non devono più essere ritenute le soluzioni ai problemi dei cittadini: “Soprattutto – aggiungono – alla luce del fatto che il Piano Regolatore del ‘97 prevede già molteplici interventi alternativi con un più moderato impatto urbanistico ed ambientale”. Impatto della “Variante sud” che, sempre secondo il circolo, ricadrebbe pure sui percorsi ciclabili e pedonali de “La Tronca” e di Sterpete-Casevecchie, “creando disagio agli spostamenti di pedoni e ciclisti nelle zone interessate – osservano ancora da Legambiente – ed incidendo fortemente sulla vita di tranquilli quartieri residenziali finora risparmiati dal traffico pesante”.

Ma Legambiente non si limita a dire “no”, piuttosto invoca un confronto partecipato su eventuali alternative chiedendo che i progetti di mobilità urbana ed extraurbana vengano condivisi con i cittadini, consentendo una partecipazione autentica e non marginale. Il circolo apre dunque ad altre proposte, purché individuate con il coinvolgimento della città: conditio sine qua non per un “investimento razionale dei soldi”, una “pianificazione di interventi efficaci” ed un “rimedio a nodi strutturali come il traffico persistente di Fiamenga e ponte San Magno”. “Per quanto il progetto possa portare arricchimento e lavoro alla nostra città nel tempo della implementazione dello stesso – concludono da Legambiente -, lungimiranza vuole che si consideri anche l’esigenza di preservare la qualità della vita delle future generazioni e un territorio che sarà di difficile gestione visto il susseguirsi sempre maggiore di eventi atmosferici estremi”.

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