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Prof per un giorno in Argentina: l’esperienza della folignate Sveva Cutuli

Pubblicato il 16 Febbraio 2023 12:17 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:12

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Trentacinque giorni in Argentina, prima a Villa Maria, una cittadina nella provincia di Cordoba, dove ha frequentato l’Universidad Nacional, e poi a Rosario, moderna e cosmopolita metropoli nella provincia di Santa Fé, a 300 km da Buenos Aires. È l’esperienza vissuta da Sveva Cutuli, 18enne folignate, studentessa del quinto anno dell’Istituto tecnico economico e aeronautico “Scarpellini”, nell’ambito di uno scambio culturale e linguistico proposto dalla scuola guidata dalla dirigente Federica Ferretti. Un’esperienza che la stessa Sveva, al suo ritorno in Italia, ha raccontato ai compagni come “straordinariamente appagante e stimolante”, invitandoli ad accogliere le opportunità di crescita personale che questo tipo di percorsi offre alle nuove generazioni. La 18enne, che parla fluentemente inglese, spagnolo e tedesco, ha vissuto così la sua seconda esperienza di studio all’estero. Giovane ambasciatrice della lingua e della cultura italiana, ha partecipato per tutta la durata del soggiorno alle lezioni previste dal programma di mobilità scolastica e per un giorno, su sollecitazione dei docenti del luogo, è salita in cattedra per parlare ai suoi coetanei di sé e dell’Italia, “mostrando, grazie alla sua naturale empatia – raccontano dalla scuola di via Menotti – una straordinaria capacità di mediazione culturale”. A Rosario la studentessa folignate è stata ospite a casa di Alejandra – sorella della professoressa Lia Bagnoli, docente di Composizione Musicale e sua tutor didattica -, frequentando le lezioni universitarie durante la mattina e visitando nel pomeriggio le aziende del territorio, soprattutto quelle della filiera del legno. Un’occasione per la folignate per perfezionare il suo spagnolo, ma non solo. Anche per imparare a conoscere gli usi, i costumi e le tradizioni argentine. “Ho visto un Paese pieno di contraddizioni e disuguaglianze sociali – ha raccontato -, che con innato spirito di amicizia si apre agli stranieri ma che vive – ha sottolineato – anche condizioni di povertà estrema, come è evidente nelle favelas, luogo degli ultimi e degli invisibili”. “Le esperienze di mobilità internazionale che la scuola propone – ha commentato a questo proposito la dirigente Federica Ferretti – rappresentano un’importante occasione per acquisire e sviluppare competenze interculturali, essenziali in un mondo sempre più globalizzato”. 

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