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Menotre, gli abitanti di Serrone in coro: “Salviamo il fiume”

Pubblicato il 24 Febbraio 2023 13:08 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:11

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È al grido di “Menotre vivo!” che gli abitanti di Serrone chiedono interventi concreti per la salvaguardia del fiume. La frazione montana di Foligno è tornata a far sentire la propria voce affinché il corso d’acqua venga salvaguardato e, soprattutto, vengano rispettate le disposizioni legate al minimo deflusso costante in alveo. “Vogliamo salvare il fiume – dicono i serronesi, che venerdì mattina si sono ritrovati in paese per manifestare -, perché troppo spesso ci ritroviamo con il Menotre in secca e questo porta gravi danni all’ecosistema”. A condurre la battaglia è il locale Comitato Pro Serrone, da anni impegnato nella promozione e valorizzazione del paese montano. Alle diverse attività sociali e ricreative organizzate nel corso dell’anno, il Comitato è in prima fila anche per la salvaguardia del territorio. E, tra le priorità, c’è proprio lo stato di salute del fiume che attraversa il paese. Indipendentemente dalla stagione, periodicamente il Menotre va in secca, con una portata spesso e volentieri nulla. È per questo motivo che viene chiesto che venga applicata in maniera stringente la concessione regionale legata all’utilizzo dell’acqua per scopi idroelettrici. “Non siamo contrari a questo tipo di produzione di energia – commenta Massimo Capodimonti, presidente del Comitato Pro Serrone -. Chiediamo solamente che la sopravvivenza del Menotre venga rispettata, così come la tutela della fauna e delle specie arboree presenti. L’utilizzo dell’acqua a scopo idroelettrico e la salvaguardia del fiume sono due cose conciliabili”. Tema centrale è il rispetto dei 135 l/s di portata, ovvero il deflusso minimo costante vitale in alveo che, secondo i parametri, garantisce al Menotre la piena vitalità. “Ma accade frequentemente – affermano i serronesi – che questa portata non venga rispettata”. Chiesti dunque maggiori controlli da parte della Regione e degli organi competenti, anche in vista del 2025. Tra due anni scadrà infatti l’attuale concessione trentennale. “In vista della nuova concessione – sottolinea Capodimonti – ci auguriamo che vengano ascoltate le associazioni che rappresentano il territorio. Noi pensiamo che una concessione trentennale sia eccessiva. La scadenza deve essere quinquennale, con possibilità di rinnovo qualora ci siano comportamenti virtuosi”. Chiesto anche il sostegno del Comitato della montagna, così come dell’amministrazione comunale folignate. La stessa che, come annunciato nelle scorse ore dal sindaco Stefano Zuccarini, si è già mossa attraverso le autorità competenti per salvaguardare il fiume. “Questo è un problema annoso che non ha ancora trovato soluzione – rimarcano da Serrone -. Noi lavoriamo per il bene del territorio, conosciamo le sue debolezze e, purtroppo, quella legata al Menotre è una di quelle che si protrae da troppi anni. Vogliamo educare la popolazione e le future generazioni al rispetto e alla salvaguardia dell’ambiente”. In attesa che venga rinnovata la concessione, qualcosa per salvaguardare il fiume ci sarebbe. Ovvero l’applicazione di un “foro sulla paratia”, ovvero una “bocca a battente” adiacente all’invaso, in grado di assicurare il deflusso costante vitale in alveo. Un sistema già presente lungo il corso del Menotre, nella vicina Scopoli. In questa maniera, secondo il Comitato Pro Serrone, si creerebbero le condizioni oggettive per evitare la “secca” del Menotre.

Fabio Luccioli
Fabio Luccioli
Direttore di Radio Gente Umbra e Gazzetta di Foligno

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