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Sisma, in 500 rischiano di rimanere senza casa. Regione chiede stato d’emergenza

Pubblicato il 13 Marzo 2023 15:41 - Modificato il 5 Settembre 2023 10:08

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L’ok è arrivato nella mattinata di lunedì 13 marzo. A distanza di tre giorni dal sisma che ha colpito l’Alto Tevere, con epicentro a pochi chilometri da Umbertide, la Giunta Tesei ha dato il là alla procedura per richiedere lo stato di emergenza. Con un’apposita delibera, infatti, l’Ente di palazzo Donini ha incaricato gli uffici del Servizio Protezione civile ed emergenze, con il supporto del Servizio Rischio sismico, di redigere l’apposita relazione da inviare al Dipartimento nazionale di Protezione civile per la dichiarazione dello stato di emergenza. Relazione che verrà redatta insieme a tecnici ministeriali e che sarà poi valutata dal Governo Meloni. La raccolta dei dati da parte degli uffici della Regione al fine di valutare il sussistere delle condizioni per l’ottenimento dell’emergenza nazionale era scattata già dalle prime ore successive al terremoto. Mentre venerdì 10 marzo sempre la Giunta Tesei aveva deliberato d’urgenza lo stanziamento di risorse per garantire un intervento immediato a supporto della popolazione. Parallelamente erano partiti anche i sopralluoghi tecnici per verificare la stabilità degli edifici. Sopralluoghi che, di fatto, hanno restituito uno scenario di notevole criticità sociale ed abitativa nelle frazioni maggiormente colpite. Secondo una prima stima, alla fine dei controlli potrebbero risultare circa 500 persone con abitazioni non agibili, oltre alle attività commerciali presenti in loco. Intanto vanno avanti le attività di assistenza logistica e psicologica scattate a seguito delle scosse. Circa 280, poi, i volontari della Protezione civile intervenuti a supporto della popolazione, impegnati a garantire l’accoglienza degli sfollati con l’allestimento di circa 200 posti letto e preparando loro i pasti.

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